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Riapertura ristoranti in zona gialla e arancione: c’è l’ok del Cts

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Apertura ristoranti in zona gialla e arancione: arriva l'ok del Cts dopo la richiesta del ministero dello sviluppo economico. Ecco tutte le novità.

L’Rt dell’Italia è stabile a 0.48, ragion per cui il Comitato tecnico scientifico ha accettato la richiesta del ministero dello Sviluppo economico su richiesta di Fipe Confcommercio e Fiapet di Confesercenti di riaprire i ristoranti. La motivazione sembrerebbe legata a un calo della curva che, nelle ultime settimane, ha cominciato a interessare sempre più stabilmente la nostra Penisola. Tuttavia non è ancora detta l’ultima parola e la decisione finale spetta al governo.

Le regole per la riapertura, qualora dovesse essere confermata, saranno stabilite a seconda del colore delle Regioni. Per quanto riguarda l’eventuale data, questa dovrebbe essere il 5 marzo 2020, dopo la scadenza dell’attuale Dpcm.

Ristoranti aperti in zona arancione

Se i ristoranti saranno certamente chiusi in zona rossa, uno spiraglio s’intravede per le Regione arancioni. Secondo il parere del Cts, infatti, qui i ristoranti potrebbero riaprire all’ora di pranzo. Naturalmente si tratta di una possibilità che verrà concessa solo a locali e ristoranti in grado di garantire distanziamento e il totale rispetto delle regole di sicurezza. Diversa sarà la situazione per chi non ha ampi spazi e posti a sedere contingentati.

Ristoranti aperti in zona gialla

Per quanto riguarda, invece, le Regioni di colore giallo, queste dovrebbero ricevere l’autorizzazione ad aprire i ristoranti nelle ore serali. Non si sa, però, ancora se dopo il 5 marzo il coprifuoco subirà qualche variazione. Al momento, questo è fissato alle ore 22 in tutta Italia.

Aggiornamento: le precisazioni del Cts

“Non c’è alcun via libera del Comitato Tecnico Scientifico alla riapertura della ristorazione nelle zone e negli orari che attualmente ne prevedono la chiusura. Nel verbale della riunione del CTS del 26 gennaio 2021 vi sono indicate, anzi, alcune considerazioni sul rafforzamento delle misure restrittive adeguandole alle caratteristiche strutturali dei locali e alla tipologia del servizio reso”.

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