Alza la voce

Concorsi pubblici, novità su requisiti e competenze di accesso: i dubbi dei candidati

Le novità sui concorsi pubblici, esposte dal ministro Dadone, hanno generato dubbi e perplessità. I nuovi requisiti e le nuove competenze rischiano di rendere discriminante l'accesso ai concorsi della Pubblica Amministrazione. Ecco l'Alza la voce dei "concorsisti".

“Buongiorno, siamo un folto gruppo, i cosiddetti “concorsisti”, desiderosi di lavorare per la pubblica amministrazione.”

Inizia così la lettera inviata alle Istituzioni da parte di un comitato nato su Facebook, dal nome “Comitato No riforma concorsi P.A.”, che ha raccolto più di mille partecipanti provenienti da tutta Italia. Una partecipante catanese del gruppo ha contattato la redazione di LiveUnict per inviarci la lettera e per comunicarci tutte le perplessità dei concorsisti sulle nuove proposte fatte dal ministro Fabiana Dadone.

La protesta virtuale ha avuto origine dalle recenti dichiarazioni del Ministro Dadone, circa la futura riforma della P.A. e le nuove modalità di accesso al pubblico impiego. Dadone ha dichiarato di voler snellire e semplificare le procedure di selezione del personale della Pubblica Amministrazione, inserendo alcuni requisiti che il candidato dovrebbe possedere per accedere al concorso. Limiti di età e voto di diploma o di laurea sembrerebbero alcuni di questi. Dalle dichiarazioni fatte, sembra che si vogliano valorizzare anche alcune competenze che il candidato dovrebbe possedere: competenze trasversali, tecniche e attitudinali.

La nostra lettrice ci comunica che le dichiarazioni vaghe del ministro hanno creato dubbi, perplessità e preoccupazione in tutti coloro i quali vorrebbero accedere al pubblico impiego. Si pongono perplessità su quali siano le competenze richieste e sulle modalità di verifica delle stesse.

“Come faranno a verificare la capacità organizzata o il problem solving?”, si chiede la nostra lettrice.

“Temiamo che le cosiddette competenze trasversali – si legge nella lettera -, ossia quelle caratteristiche attitudinali che emergono quando il lavoratore risponde ad uno stimolo dell’ambiente lavorativo, quali ad esempio le abilità interpersonali, la capacità di lavorare in gruppo, le capacità comunicative e di organizzazione, non siano valutabili in maniera trasparente in fase concorsuale e rappresentino un “calderone di requisiti” variabili ed eccessivamente discrezionali, spesso acquisibili solo dopo anni di esperienza lavorativa.”

L’accesso ai concorsi pubblici dovrebbe essere garantito a tutti, a prescindere dall’età o dal voto di diploma o di laurea. Questi requisiti di accesso, renderebbero ingiuste le modalità di selezione, basate non solo sulle competenze del candidato, ma su dati che lo discriminerebbero semplicemente per l’età o per parametri di valutazione che variano da Ateneo ad Ateneo.

“Altrettanto preoccupante è l’intento di potenziare la facoltà – continuano i concorsisti –, in capo alle singole amministrazioni, di introdurre nuovi e più stringenti requisiti selettivi di accesso ai concorsi pubblici. Invero, riteniamo che la prova preselettiva dovrebbe essere accessibile a tutti i candidati. Il nostro timore è che al fine di accelerare e snellire le procedure concorsuali, le amministrazioni possano introdurre limitazioni inique, legate ad esempio all’età o al voto di laurea o di diploma del candidato.”

Lo scopo è impedire che ulteriori requisiti stringenti ledano il diritto di molti di partecipare ai concorsi pubblici.