Catania

Catania e il Coronavirus, ma l’avete capito che dovete restare a casa?

Immagine di repertorio
Nonostante le limitazioni a livello nazionale, la città di Catania stenta ad accettarne le misure di sicurezza: il divano di casa pesa a troppi cittadini.

Una situazione surreale quella che sta colpendo nelle ultime settimane la penisola italiana, ai limiti di un film fantascientifico che racconta un brutto incubo di pandemia. Ma dopo l’annuncio del premier Giuseppe Conte di estendere la zona protetta lungo tutto lo stivale, è cambiato davvero qualcosa nelle città italiane?

Sicuramente sì, non c’è dubbio, basta affacciarsi dal balcone o leggere i post social di tante attività, costrette al fermo nazionale. Ma al di là delle linee guida rilasciate dal Ministero della Salute, dalla Regione Siciliana e da tutta la macchina della sicurezza pubblica, quanto ognuno di noi sta facendo per arrestare l’avanzare di questo letale virus?

Domande alla quale è difficile rispondere, soprattutto in una città come Catania. Se ieri la situazione sembrava davvero aver allarmato i cittadini, lo stesso non si può dire della giornata di oggi. Una moltitudine di automobili e scooter continua a scorrazzare lungo le arterie principali della città, in una metropoli che di dormire non ne vuole proprio sapere.

E se tante aziende hanno favorito lo smart working, molte altre persone escono per comprare beni di prima necessità (?!) nei supermercati, e togliendo i mezzi dei lavoratori che non possono fare a meno di andare a lavorare: di chi sono tutte queste macchine in giro?

Sembra quasi un controsenso quello che diciamo, con tantissime attività commerciali in ginocchio e costrette ad abbassare le saracinesche a causa del sacrosanto decreto ministeriale. Tanti cittadini, soprattutto tra i giovani, è bene dirlo, hanno capito la necessità di compiere questo sacrificio, ma una buona parte lo ignora beatamente. I casi positivi aumentano, il numero dei morti sale: non si vuole fare allarmismo, a tal proposito lasciamo parlare i numeri ufficiali della Protezione Civile.

Nessun decreto vieta una sana passeggiata all’aria aperta evitando assembramenti, una boccata d’aria in riva al mare o la sacrosanta passeggiata dell’animale domestico…ma il resto, dove andate? Ma l’avete capito che dovete restare a casa?