Lavoro, stage ed opportunità

Laurea in Filosofia: quali sono i possibili sbocchi professionali?

Il senso comune vuole subito porre il binomio "filosofia-lavoro" come una contraddizione; a tutti gli effetti come una tautologia, una laurea in filosofia non può portare ad alcun lavoro. Ebbene, non affidiamoci del senso comune e andiamo oltre esso, ricercando la verità (abbastanza filosofico, no?).

La più grande sfida della cultura umanista di questi tempi è quella di smentire le pretese altamente “scientiste” (e non scientifiche) della società contemporanea. Per carità, la scienza è un bene per tutti e non si può non confermare l’importanza che ha avuto per l’intero pianeta; il problema è lo “scientismo”. Sì, perché così come la scienza ha un suo ruolo, anche la filosofia – e altri rami della cultura umanista – ha un suo valore.

La completa sfiducia nella “pratica filosofica” può essere già sancita dall’indirizzamento che la scuola e le istituzioni danno ai giovani studenti, per una formazione più tecnica. Probabilmente, a favore di questa tesi è la stessa alternanza scuola-lavoro. Una laurea in filosofia sembra essere trattata come inutile, non essendo in grado di formare della “forza-lavoro” di cui società necessità. Ma, ovviamente, come qualsiasi laurea, quella in filosofia non è inutile: il ragionamento e lo spirito critico di ogni studente di filosofia viene sempre più alimentato e istruito proprio dal corso di laurea.

Oltre alla conoscenza dei pensieri di grandi menti della filosofia del passato e presente, lo studente di filosofia apprenderà come muoversi in qualsiasi campo della cultura umana, dalla società alla scienza, dalla politica all’etica, dalla teoretica alla religione, dalla storia alla logica. Bisognerà che lo studente sia formato per mettere in discussione tutto, di dubitare e poi riprendere la via della ricerca. Il cercare, che caratterizza sempre la vita umana, è nel filosofo la caratteristica che lo porterà ad avere un ruolo tutt’altro che marginale nel mondo del lavoro contemporaneo e tecnologico.

Infatti, contrapposta alla posizione del senso comune, una laurea in filosofia apre sbocchi lavorativi piuttosto variegati ed interessanti: si parte dall’editoria, passando per il management culturale, fino ad arrivare al campo del giornalismo. Poi, il conseguimento di una laurea magistrale, aprirebbe le porte alle posizioni più ambite dalla maggior parte dei dottori in filosofia, nonché all’insegnamento o alla ricerca accademica.

Posizioni che si configurano persino nel mondo aziendale. Infatti, le aziende ricercano laureati in filosofia o in altre discipline umanistiche, per ricoprire le posizioni che si occupano di pubbliche relazioni, di marketing creativo e della pubblicità aziendale. Interno all’azienda, i filosofi riescono quindi a farsi largo; soprattutto grazie sempre al ragionamento critico e alla propria attitudine al “problem solving”.

Inoltre, grazie ad Internet, la possibilità di lavoro online è cresciuta in modo esponenziale negli ultimi anni. Giornalismo online, cura e gestione di blog e siti web, e molto altro, sembrano i lavori online che filosofi e umanisti possono attingere.

Il senso comune dipinge i filosofi come dei sognatori assolutamente incompatibili col mondo del lavoro. Ciò viene smentito dall’evidenza. I filosofi non sono meno pratici di altri professionisti; ricordiamo uno dei precetti che David Hume diede agli stessi filosofi: “Sii filosofo, ma in mezzo a tutta la tua filosofia, resta pur sempre un uomo“.