Un pomeriggio di ordinaria follia e violenza ha macchiato l’attesa per la sfida calcistica tra Lecco e Catania. A poche ore dal fischio d’inizio della delicata gara d’andata del secondo turno nazionale dei playoff di Serie C, le strade della città lariana si sono trasformate in un teatro di scontri frontali tra opposte fazioni ultras, provocando diversi feriti e paralizzando il traffico cittadino.
Negli ambienti del tifo organizzato si parla inoltre della forte presenza di ultras del Varese, storicamente gemellati con la tifoseria del Catania, giunti a supporto dei siciliani per dar manforte in territorio lombardo contro i rivali blucelesti.
L’agguato e i primi scontri al Bar Stadio
La miccia è scoppiata intorno alle 17:25 nei pressi del noto Bar Stadio, situato in via Papa Giovanni XXIII, punto di ritrovo abituale dei supporter locali. Secondo le prime ricostruzioni fornite dalle forze dell’ordine, un gruppo di ultras blucelesti avrebbe teso un vero e proprio agguato ai tifosi etnei appena arrivati in città .
Lo scontro, caratterizzato da lanci di oggetti, fumogeni e un duro corpo a corpo, si è rapidamente allargato. Immediato l’intervento in sirena delle ambulanze della Croce Rossa e dell’automedica, supportate da Polizia e Carabinieri in assetto antisommossa. Un uomo di 34 anni è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Manzoni in codice giallo. .
La seconda ondata di violenza nella zona di Castello
La calma provvisoria è durata ben poco. Subito dopo i primi disordini, la guerriglia si è spostata nella zona alta che sovrasta l’impianto sportivo “Rigamonti-Ceppi”. I momenti di massima tensione si sono registrati proprio nel rione di Castello, nei pressi dell’area del cimitero.
È qui che i gruppi di ultras si sono incrociati nuovamente, dando vita a un secondo e violento round di scontri. Il bilancio complessivo dei tafferugli parla di almeno quattro feriti, tutti trasferiti al nosocomio cittadino. Solo l’intervento massiccio degli agenti della Digos e dei reparti mobili è riuscito a disperdere i violenti e a evitare contatti ancora più drammatici all’interno delle vie residenziali del quartiere.












