È partita ufficialmente la procedura denominata “project Goldrake” per la privatizzazione della SAC Società Aeroporto Catania S.p.A., la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso. Il nome richiama curiosamente il celebre robot giapponese di Go Nagai, ma in realtà identifica il percorso amministrativo avviato con la pubblicazione del bando per la manifestazione di interesse.
L’obiettivo è individuare operatori economici disposti ad acquisire almeno il 51% del capitale sociale della SAC, avviando così un processo che potrebbe ridisegnare profondamente il sistema aeroportuale siciliano. Il documento preliminare, particolarmente dettagliato, delinea sin da subito una selezione molto rigida, destinata a restringere il campo a grandi player nazionali e internazionali.
Requisiti economici e garanzie di legalità
Il cuore del bando è rappresentato dai requisiti economico-finanziari, tra i più elevati mai richiesti in operazioni analoghe nel contesto regionale. Gli operatori interessati devono dimostrare un fatturato globale medio di almeno 150 milioni di euro in almeno tre esercizi degli ultimi cinque anni, soglia che può essere calcolata anche su base consolidata per i gruppi societari o aggregata per i fondi di investimento. A questo si aggiunge un requisito ancora più stringente: un patrimonio netto non inferiore a 300 milioni di euro, indice di solidità indispensabile per sostenere un’infrastruttura strategica come quella aeroportuale.
Non meno rilevanti sono gli obblighi legati alla trasparenza e alla legalità: i candidati devono presentare dichiarazioni formali sull’assenza di condanne penali e di qualsiasi forma di infiltrazione malavitosa, oltre a impegnarsi a garantire continuità occupazionale, qualità dei servizi e mantenimento della partecipazione per almeno cinque anni. È inoltre prevista la costituzione di una nuova società (“newco”) che sarà il veicolo operativo dell’investimento. Tutti elementi che confermano la volontà di selezionare soggetti altamente qualificati e affidabili.
Esperienza tecnica e struttura dell’operazione
Oltre alla solidità finanziaria, il bando impone una comprovata esperienza nel settore aeroportuale. In particolare, è richiesta un’attività di gestione, negli ultimi dieci anni, di almeno cinque anni in aeroporti con un traffico pari o superiore a 10 milioni di passeggeri annui. In alternativa, è sufficiente aver detenuto almeno il 30% del capitale in società che gestiscono scali con analoghe caratteristiche. Si tratta di criteri che restringono ulteriormente la platea ai grandi operatori del trasporto aereo.
L’operazione riguarda la cessione delle quote detenute interamente da soggetti pubblici. La quota di maggioranza è in mano alla Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, che controlla circa il 60,64% del capitale. Seguono la Città Metropolitana di Catania, il Libero Consorzio Comunale di Siracusa e l’Irsap con quote simili, mentre il Comune di Catania e quello di Comiso detengono partecipazioni minori. Il capitale sociale complessivo supera i 31 milioni di euro, ma il valore reale della cessione sarà determinato dal mercato e potrebbe raggiungere diverse centinaia di milioni, considerando il peso strategico degli scali.
Dati degli aeroporti e piano di sviluppo
Il bando include anche una dettagliata fotografia dello stato attuale degli aeroporti. Lo scalo di Catania, con concessione valida fino al 2049, è oggi il quinto aeroporto italiano per traffico, con circa 12,4 milioni di passeggeri annui e oltre 81mila movimenti aerei. Particolarmente rilevante è la tratta Catania-Roma Fiumicino, la più trafficata d’Italia con circa 1,9 milioni di passeggeri. L’aeroporto di Comiso, entrato nella gestione SAC nel 2019, presenta numeri più contenuti, circa 100mila passeggeri annui, ma dispone di una concessione più lunga, fino al 2052, e di ampi margini di crescita.
Dal punto di vista economico, nel 2025 la SAC ha registrato ricavi superiori a 110 milioni di euro e un Ebitda di 21 milioni. Ma il vero punto centrale è il piano di sviluppo: un investimento complessivo di circa 1,3 miliardi di euro tra il 2026 e il 2049 per trasformare Catania in un hub strategico del Mediterraneo. Tra le opere previste figurano una nuova pista parallela di almeno 3 chilometri, l’espansione del Terminal A e la costruzione di due nuovi terminal (B e C), oltre a parcheggi e infrastrutture per favorire l’intermodalità e lo sviluppo del traffico commerciale.
Scadenze e prospettive future
Il termine per la presentazione delle manifestazioni di interesse è fissato alla mezzanotte del 3 giugno 2026. Alla procedura potranno partecipare operatori economici italiani ed esteri, sia in forma singola che associata, purché in possesso dei requisiti previsti. Come sottolineato dall’amministratore delegato Nico Torrisi, l’obiettivo è attrarre investitori di alto profilo in grado di garantire sviluppo, innovazione e competitività internazionale.
Il “project Goldrake” rappresenta quindi un passaggio cruciale per il futuro del sistema aeroportuale siciliano: da un lato la dismissione del controllo pubblico, dall’altro la prospettiva di un forte rilancio infrastrutturale e strategico. Una sfida complessa che potrebbe ridefinire il ruolo degli aeroporti di Catania e Comiso nel panorama europeo e mediterraneo.












