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Covid-19, nell’ultima settimana contagi quasi raddoppiati in Italia: il report

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Secondo un'indagine condotta dalla Fondazione Gimbe, i contagi della settimana tra il 19 e il 25 agosto sono stati in netto aumento. Ecco tutti i dati.

Agosto è stato un mese importante per l’iter del virus. Secondo la curva epidemiologica, i contagi sono aumentati e la situazione comincia a preoccupare gli italiani.

Il report della Fondazione Gimbe

Secondo l’ultimo monitoraggio condotto dalla Fondazione Gimbe, che da sempre si occupa di promuovere il rapporto tra scienza e decisioni politiche, sembrerebbe dai dati emersi che in Italia il numero dei contagiati sia quasi raddoppiato nella settimana successiva al ferragosto, ovvero dal 19 al 25 agosto. Si parla in termini statistici, infatti, del 92,4% nuovi positivi in sette giorni. Allo stesso tempo si è riscontrato un aumento dei tamponi del 70% in più rispetto alle settimane precedenti.

Sale anche il numero dei pazienti sintomatici, ma diminuiscono i positivi ricoverati in terapia intensiva. Questa crescita esponenziale è dovuta soprattutto alla proliferazione di focolai, sparsi un po’ ovunque sullo Stivale.  Nella settimana del 19-25 agosto si è passati a 6.538 contagiati, contro i 1.408 del mese scorso, registrati esattamente nella settimana del 15-21 luglio.

La situazione delle regioni

Sono solo quattro le regioni italiane che confermano un trend basso e non indifferente di contagiati. In 14 regioni e 2 province autonome, invece, è stata riscontrata la tendenza opposta con un aumento totale di 3.194 nuovi casi. Sono 19.714 i casi attivi al 25 agosto. Il 91,8% è focalizzato in 11 Regioni secondo questi dati: 29,4% in Lombardia (5.787); il 33,4% nel Lazio (2.284), nell’Emilia-Romagna (2.189) e nel Veneto (2.119); un ulteriore 29% si concentra in Campania (1.164), Piemonte (1.142), Toscana (1.039), Sicilia (947), Puglia (548), Sardegna (463) e Liguria (413). I rimanenti 1.619 casi (8,2%) sono attribuiti alle 7 Regioni restanti e 2 Province autonome, con una media che va dai 13 della Valle d’Aosta ai 342 dell’Abruzzo.