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Modafinil: la “caffeina” per il cervello usata dagli studenti

Limitless

Immaginate di avere per le mani la pillola del film “Limitless”, un minuscolo farmaco in grado di sbloccare le potenzialità più recondite del vostro cervello e di farvi fare cose straordinarie per qualche ora.
Il protagonista del film l’ha utilizzata per risolvere un po’ di problemi che lo riguardavano, e voi, cosa ne fareste?
Provate a rifletterci per davvero perché un farmaco molto simile a questo, esiste e si chiama “Modafinil“, anche se è commercializzato con il nome di “Provigil“.
Creato con lo scopo di combattere la narcolessia e i disturbi ad essa correlati (quali ad esempio la sindrome da Deficit di attenzione ) il Modafinil viene utilizzato anche  “off-label”, come “agente eccitante”.
Tale farmaco agisce, infatti, aumentando il livello dei neurotrasmettitori, consentendo all’individuo che lo assume, non solo di combattere la sensazione di sonnolenza, ma anche di vincere il senso di affaticamento e depressione non dovuti all’assenza di sonno, insieme ad assicurare altri benefici.

Il Modafinil agisce come un caffè super concentrato, dando la possibilità a chi lo assume, di restare sveglio e lucido, anche in assenza di ore di sonno. Una sensazionale scoperta per tutte quelle categorie di persone che per lavoro o per necessità sono costrette a riposare solo poche ore per notte!

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Ma non sarebbero solo questi i vantaggi che tale farmaco offre. E’ stato dimostrato, infatti, che il Modafinil agisce migliorando la capacità di apprendimento, intuizione, ispirazione, creatività e memorizzazione di chi ne fa uso…una miniera d’oro per gli universitari, spesso costretti a studiare moltissimi concetti in pochi giorni.
E così, soprattutto tra le università del Regno Unito, si è registrata un’ elevatissima percentuale di studenti usi a servirsene: solo nel college di Oxford 1/5 degli universitari ha ammesso di avervi fatto ricorso per affrontare un esame difficile!
Ma è giusto che un tale farmaco venga utilizzato a piacimento degli studenti, anche al di fuori di quella che è la sua naturale destinazione (ovvero cura del disturbo della narcolessia)? La risposta del Regno Unito è più che altro negativa.

Nonostante nessun effetto indesiderato particolare sia stato riscontrato tra coloro che hanno fatto uso del farmaco per un discreto periodo di tempo, le università del Regno Unito e il Professor Guy Goodwin, Presidente dell’ European College of Neuropsychopharmacology (ECNP), si sono mossi per condannare il Modafinil, piuttosto che condonarlo. A sostegno di questa decisione, ragioni di carattere medico (l’abuso del Modafinil darebbe luogo ad un’alterazione del normale ciclo sonno-veglia, oltre che alla possibilità di dipendenza ), ma soprattutto, di carattere etico: l’uso del farmaco al di fuori della sua originaria destinazione, entrerebbe in contrasto con la tradizionale concezione del lavoro di molte società. Infatti, se già possiamo dire di vivere in un mondo in cui i ritmi lavorativi sono davvero frenetici, l’utilizzo frequente del Modafinil non farebbe altro che farli divenire ancora più incalzanti: dedicheremmo più tempo al lavoro e ancora meno al riposo, e questo è coindexntro natura.

“Il mio punto di vista al proposito è che già adesso lavoriamo troppo e riposiamo troppo poco. Abbiamo una pulsione a fare sempre di più e a primeggiare. Abusiamo già del naturale ciclo sonno-veglia e ogni tanto, quando esageriamo, questo si rivolta e ci morde”. Queste, le parole di Rosalind Cartwright, esperta dei disturbi del sonno al Rush-Presbyterian-St. Luke di Chicago.
E allora nel Regno Unito, come in Italia, si è operato una sorta di controllo sull’utilizzo del farmaco, riservandolo e prescrivendolo solo in quei casi di soggetti affetti da narcolessia o disturbi del sonno.
Che tale controllo funzioni o meno, quello che è importante ricordare è che si ha sempre per le mani un farmaco, e come tale..non se ne deve fare abuso!

 

Chiara Valenti

Chiara, 24 anni , studentessa di Giurisprudenza, si considera per il 70% catanese, ma per la restante parte spagnola, dopo aver vissuto per 5 mesi nella città di Zaragoza per il progetto Erasmus. Da sempre affascinata dal mondo dei libri e della scrittura, già dalla prima adolescenza si cimenta nella composizione di poesie e di un libro fantasy (lasciato incompiuto, spera di riuscire a terminarlo un giorno!). Oltre ai viaggi con la fantasia, adora quelli veri: un viaggio che le è rimasto nel cuore è sicuramente quello di studio per il progetto P.O.R. presso Il Cairo nel 2005. Oltre questo, ama sperimentare, mettersi alla prova in cucina e fotografare. Ritiene infatti che qualsiasi esperienza debba essere ricordata nel minimo dettaglio!

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