Ovunque il Carnevale è sinonimo di festa e buonumore, scherzi e divertimento. E in Italia, si sa, ogni occasione è buona per festeggiare (e mangiare!). In attesa del periodo di Quaresima, i banchetti del giovedì grasso, della domenica e del martedì di carnevale si fanno ricchi e abbondanti grazie alla preparazione di pietanze tipiche certamente non dietetiche!
Iniziamo il nostro menù con i maccheroni al ragù, preparati con la cotica di maiale e spezie, proseguiamo con il minestrone del giovedì grassomodicano, a base di verdure, patate, fave secche sgusciate, cipolla, prezzemolo, sale e pepe. Un altro must have è lasalsicciaarrostita alla brace. E dopo la leggerezza dei primi e dei secondi, ci si dedica al dolce, tra i quali spiccano le chiacchiere, la pignolata messinese e gli intramontabili cannoli.
CHIACCHIERE
Chiacchiere al sud, bugie al nord, cenci o frappe in centro Italia: svariati nomi per indicare un’unica pietanza, semplice e casereccia, ma dalle origini antichissime. Già ai tempi dei Romani lefrictilia, ovvero unimpasto a base di farina e uova, venivano preparate e fritte nel grasso del maiale nel periodo delle Saturnalia. E oggi, nonostante la sostituzione del grasso con l’olio, la forma a strisce è rimasta invariata. Il segreto delle chiacchiere non sta però soltanto nella sua bontà, ma anche nella semplicità che le contraddistingue. Pochi ma buoni ingredienti che uniscono tradizione e innovazionegrazie alle gustosi varianti preparate in tutta Italia (immerse nel cioccolato, cotte al forno o salate).
PIGNOLATA MESSINESE
La pignolata è invece una prelibatezza tutta Made in Sicily. Si tratta, infatti, di un dolce tipico messinese risalente anch’esso al periodo dell’Antica Roma: preparatadurante la festività del Carnem Levare, la pignolata ricoperta di miele doveva simulare la forma di unapignaa scopo propiziatorio. All’inizio fu appannaggio delle classi povere, ma poi, durante la dominazione spagnola in Sicilia, l’arricchimento della ricetta l’ha resa accessibile anche alla nobiltà. I maestri pasticceri di Messina, infatti, inserirono la variante “bianca e nera” utilizzandoil cacao e il limone. La ricetta è rimasta immutata fino ai giorni nostri: ecco che la pignolata glassata alla messinese si presenta oggi come undolce composto dapignericoperte di glassa alcioccolatoe allimone.

















