All’Azienda Ospedaliera Cannizzaro si è svolta un’intensa quattro giorni dedicata alla neuroriabilitazione pediatrica, un ambito in continua evoluzione che unisce ricerca scientifica, innovazione tecnologica e centralità del fattore umano. L’Unità Spinale Unipolare ha ospitato l’ottava edizione del corso della Società Italiana di Riabilitazione Neurologica, trasformandosi in un punto di confronto nazionale tra specialisti impegnati nel trattamento delle disabilità neurologiche in età evolutiva. Un’occasione che ha messo in dialogo competenze diverse per riflettere sulle nuove frontiere della riabilitazione e sul ruolo sempre più decisivo della tecnologia accanto alla relazione di cura.
Robotica e nuove tecnologie al servizio della riabilitazione
Uno dei temi centrali dell’incontro è stato l’utilizzo delle tecnologie avanzate nella riabilitazione dei bambini con patologie neurologiche. La robotica, attraverso l’impiego di esoscheletri che supportano il cammino, rappresenta oggi una delle soluzioni più promettenti per favorire il recupero motorio, così come la realtà virtuale, che integra elementi di gioco e “gamification” per rendere le terapie più coinvolgenti e meno traumatiche. A queste si aggiunge la teleriabilitazione, che consente di proseguire i percorsi terapeutici anche a domicilio, riducendo la necessità di spostamenti e migliorando la continuità delle cure. Un insieme di strumenti che non sostituiscono il lavoro clinico tradizionale, ma lo potenziano, ampliando le possibilità di intervento e personalizzazione.
Un approccio multidisciplinare indispensabile
La complessità della neuroriabilitazione in età evolutiva richiede un lavoro di squadra altamente strutturato, in cui diverse professionalità collaborano in modo integrato. Fisiatri, neurologi, fisioterapisti, logopedisti, terapisti della neuro e psicomotricità, psicologi e assistenti sociali contribuiscono alla costruzione di percorsi terapeutici personalizzati, calibrati sulle esigenze di ogni singolo bambino. Questo approccio multidisciplinare è stato ribadito come elemento imprescindibile per garantire efficacia e continuità alle cure, sottolineando come nessuna figura professionale, da sola, possa affrontare la complessità dei disturbi neurologici dell’età evolutiva. Il percorso si inserisce in una traiettoria già evidenziata in un precedente approfondimento su Catania come hub di innovazione e tecnologia in diversi settori, compreso quello medico.
Il ruolo centrale della famiglia nel percorso di cura
Un aspetto emerso con particolare forza durante il corso riguarda il coinvolgimento della famiglia, considerata parte integrante del processo riabilitativo. Come sottolineato dalla dott.ssa Gabriella Nicosia, il percorso di cura non si esaurisce in ospedale, ma prosegue nella vita quotidiana del bambino, dove i genitori diventano protagonisti attivi e consapevoli. La loro formazione e partecipazione alle scelte terapeutiche rappresentano un elemento chiave per garantire continuità assistenziale e risultati concreti nel tempo, trasformando la terapia in un percorso condiviso tra professionisti e nucleo familiare.
L’eccellenza dell’Unità Spinale e la rete del Sud Italia
La struttura ospitante, coordinata dalla dott.ssa Maria Pia Onesta, si conferma un punto di riferimento nel panorama della riabilitazione pediatrica del Sud Italia, grazie a un’esperienza consolidata nel trattamento di patologie complesse come paralisi cerebrale infantile, lesioni midollari e spina bifida. Il corso ha rappresentato anche un momento di confronto istituzionale e scientifico, con la partecipazione di rappresentanti del mondo accademico e sanitario, contribuendo a rafforzare la rete riabilitativa territoriale. L’iniziativa ha così evidenziato il ruolo strategico del Cannizzaro non solo come centro di cura, ma anche come polo di formazione e innovazione, capace di guidare l’evoluzione della neuroriabilitazione pediatrica nel Mezzogiorno.











