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Nuovo ciclone mediterraneo, è emergenza: danni e allagamenti in Sicilia

Una nuova, forte ondata di maltempo sta sferzando la Sicilia: è emergenza in moltissimi comuni dell'Agrigentino e del Palermitano. Numerose le richieste di soccorso e i nuclei familiari messi in salvo dagli allagamenti.

Il brutto tempo continua a flagellare la Sicilia: il nuovo ciclone mediterraneo porta con sé forti venti e veri e propri nubifragi, creando vere e proprie situazioni di rischio e gravi disagi, specialmente nelle zone comprese tra Sciacca, Menfi, Mazara del Vallo, così come nella zona del corleonese sin da ieri pomeriggio, quando il maltempo ha cominciato ad abbattersi sulla Sicilia occidentale.

Ad oggi, sono numerose le squadre dei vigili del fuoco e i volontari della protezione civile che sono impegnati per soccorrere automobilisti e residenti rimasti in trappola a causa degli allagamenti. Più in particolare, a Sciacca due automobilisti, per mettersi in salvo, sono saliti sul tetto della macchina: la strada che stavano percorrendo, infatti, si è letteralmente trasformata in un fiume.

Interventi anche a Menfi, nella zona del Lido dei Fiori, dove i vigili del fuoco sono intervenuti con un gommone per soccorrere alcuni residenti, tra cui due anziani bloccati nella loro abitazione invasa dall’acqua. Fino a ora, in totale, sono stati portati in salvo 22 nuclei familiari; nel frattempo, detriti e fango hanno invaso e reso impraticabili le strade, come ad esempio la statale 188 tra Palazzo Adriano e Prizzi. Nonostante questo, le idrovore hanno lavorato tutta la notte per cercare di liberare dall’acqua strade e abitazioni anche a Sambuca di Sicilia, Favara e Campobello di Mazara.

Data la grave situazione di maltempo in cui versa soprattutto la Sicilia occidentale, per la quale è stata proclamata l’allerta di livello “arancione”, il Prefetto di Agrigento, Maria Rita Cocciufa, ha lanciato “un accorato appello a tutti gli agrigentini, tutti in maniera indistinta, residenti in ogni paese: non mettetevi in macchina e non uscite di casa”, ribadendo ancora una volta che “assolutamente non uscite di casa, la condizione è di grande, grandissimo, rischio.

Università di Catania