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Catania, emergenza rifiuti e non solo: perché è tra le meno “green” d’Italia

cumulo di rifiuti a Catania
Catania è il capoluogo dove si fa meno differenziata, con 650kg di rifiuti prodotti annualmente da ogni abitante. Ma non solo. Tutti i dati del report Ecosistema Urbano che la rendono una delle città meno "verdi" in Italia.

Da pochi giorni Legambiente e ilSole24Ore hanno pubblicato nel rapporto “Ecosistema Urbano” 2021 la classifica delle città più green d’Italia. In questa speciale lista annuale la città etnea migliora di due punti il suo punteggio rispetto al 2020, ma scende comunque alla penultima posizione, totalizzando nel complesso 29,380/100 punti. Fa peggio solo Palermo, ultima in classifica con 26,600 punti. L‘anno scorso la città etnea occupava la quartultima posizione con 27,48 punti/100, segno che i piccoli miglioramenti fatti non bastano per stare al passo col resto d’Italia.

La classifica del rapporto “Ecosistema Urbano” è molto peculiare, perché analizza non solo la qualità della vita di ogni singola città, ma sottolinea dei parametri molto concreti: aria, rifiuti, acqua, mobilità, ambiente urbano ed energia. Dati negativi non solo a Catania e a Palermo, ma anche a Messina, alla 101esima posizione. Tutte e tre le città metropolitane siciliane dal punto di vista della sostenibilità e della qualità della vita si dimostrano ancora una volta indietro rispetto resto del Paese. Vediamo quali sono i punti in cui Catania è più carente.

Emergenza rifiuti

Catania ha vissuto diverse volte l‘”emergenza rifiuti”, soprattutto nell’ultimo periodo. Solo da pochi giorni il Comune ha annunciato l’avvio della raccolta differenziata porta a porta su tutto il territorio comunale, fino a pochi giorni fa limitata a uno scarno 15% del territorio. Non sorprende, quindi, che il capoluogo etneo si trovi ultimo nel rapporto ecosistema urbano per numero di rifiuti differenziati con un punteggio di 9,089/100. Palermo e Messina invece si trovano rispettivamente alla 102esima posizione ed alla 100esima posizione. Ragusa è il capoluogo siciliano che effettua la migliore raccolta differenziata, in 35esima posizione con un punteggio di 70,032/100.

Alla bassa percentuale di differenziata si somma l’enorme quantità di rifiuti prodotti. Catania si trova 96esima nella classifica per rifiuti prodotti, con un punteggio di 650,743, questo significa che ogni cittadino produce 650 chilogrammi di spazzatura. Di fronte a questi dati, è sempre più evidente come le emergenze di cui soffre ciclicamente la città non sono frutto soltanto del riempimento di questa o quella discarica. Dal lato dei comuni virtuosi, invece, troviamo terza in classifica la città di Enna, dove i cittadini producono circa 397 chilogrammi di spazzatura all’anno pro capite.

Catania, elevato consumo idrico

L’acqua è un bene prezioso, fondamentale per la nostra vita. Lo sanno bene i cittadini etnei, che ogni estate vivono incendi e siccità più che altrove. Nonostante questo, la città di Catania è la peggiore nel rapporto Ecosistema urbano per i consumi idrici, vale a dire l’acqua utilizzata giornalmente, con 90,755/100. Il capoluogo siciliano che effettua meno consumi idrici, invece, è Enna, in 98esima posizione.

A causa di una rete idrica spesso inefficiente, l’acqua viene dispersa prima di arrivare nei nostri rubinetti. Catania in questo senso non fa eccezione. La città etnea si trova infatti 96esima in graduatoria, con una percentuale del 68%. Alla 95esima posizione troviamo Trapani, mentre va meglio a Caltanissetta, con una percentuale del 35%. L’efficienza degli impianti di depurazione, poi, lascia a desiderare, soprattutto nelle due città più grandi della Sicilia. Secondo il rapporto Ecosistema Urbano, Palermo e Catania si trovano rispettivamente alla 100esima e alla 101 posizione. Palermo ha una percentuale del 61%, mentre Catania del 56%.

Troppe automobili a Catania

Se si fa un giro nelle strade del capoluogo etneo è davvero difficile trovare un posto per l’auto. Secondo il rapporto ecosistema urbano, a Catania circolano 77 macchine su 100 abitanti, in pratica tre abitanti su quattro in città hanno un’auto. Questo significa che la mobilità lascia molto a desiderare. La pista ciclabile ricopre solo una parte della città ed è frammentata, con piste che spesso sono separate da chilometri di strade non ciclabili. Anche la metropolitana seppur efficiente nel rispetto degli orari, ricopre un breve percorso, malgrado la recente apertura della fermata di Cibali. Altre fermate verranno realizzate a breve, come quella nei pressi del Garibaldi di Nesima, dove la carreggiata è ristretta e limita la circolazione delle automobili, o nei prossimi anni, come quelle che collegheranno la città all’aeroporto di Fontanarossa o a paesi etnei come Paternò e Misterbianco.

Le cattive condizioni della mobilità a Catania influiscono sulle concentrazioni di biossido di azoto, di ozono e di polveri sottili. Tutti fattori che rendono la città etnea poco vivibile, a danno di chi ci abita e di chi vi soggiorna per brevi periodi.

A proposito dell'autore

Paolo Salemi

Nato a Catania nel 2001, mi sono diplomato all'Istituto Tecnico Industriale Archimede. Attualmente studio scienze e lingue per la comunicazione. Il mio più grande sogno è diventare giornalista, sono appassionato di sport e di scrittura. Da poco faccio parte della redazione, e spero di migliorarmi ogni giorno.

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