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Reddito di libertà, sussidi per le donne: cos’è e come richiederlo

reddito di libertà per donne
Reddito di libertà per le donne vittime di violenza. In arrivo un sussidio per dodici mesi per alcune categorie di donne. Ecco come richiederlo e a quanto ammonta.

In arrivo il reddito di libertà per le donne vittime di violenza in condizioni di vulnerabilità e povertà. Tuttavia, si tratta di un fondo istituito per le donne per renderle emancipate e libere.

Reddito di libertà: chi può richiederlo

Il reddito di libertà viene erogato alle donne vittime di violenza e sarà erogato per dodici mesi. Le donne beneficiarie saranno quelle seguite dai centri antiviolenza, sole o con figli minori a carico. Le donne destinatarie del contributo sono le donne residenti nel territorio italiano che siano cittadine italiane o comunitarie oppure, in caso di cittadine di Stato extracomunitario, in possesso di regolare permesso di soggiorno. Alle cittadine italiane sono equiparate le straniere aventi lo status di rifugiate politiche o lo status di protezione sussidiaria.

A quanto ammonta il sussidio

Il reddito di libertà, riconosciuto dall’Inps, ammonta a 400 euro mensili, in un’unica soluzione per dodici mesi, entro il limite delle risorse assegnate a ciascuna regione. Scopo del reddito di libertà è sostenere “prioritariamente le spese per assicurare l’autonomia abitativa e la riacquisizione dell’autonomia personale nonché il percorso scolastico e formativo dei figli minori”.

Come presentare la domanda

Per poter richiedere tale sussidio, la domanda deve essere presentata “dalle donne interessate, direttamente o mediante un rappresentante legale o un delegato, per il tramite del Comune competente per residenza”. La condizione di bisogno straordinaria o urgente dell’interessata è dichiarata dal servizio sociale professionale di riferimento.

Alla richiesta che dovrà essere predisposta su un apposito modello Inps dovrà essere allegata la dichiarazione firmata dal rappresentante legale del Centro antiviolenza che ha in carico l’interessata, che ne attesti il percorso di emancipazione ed autonomia intrapreso e la dichiarazione del servizio sociale professionale di riferimento, atta a rilevare lo stato di bisogno legato alla situazione straordinaria o urgente. Maggiori informazioni sono reperibili sul sito Inps.

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A proposito dell'autore

Noemi Costanzo

Nasce a Ragusa il 29 ottobre 1996, è attualmente laureanda in lingue e culture europee. Ha vissuto in Francia, innamorata della lingua francese, di Parigi e del pain au chocolat. Appassionata di slow travel, ama immergersi nelle culture del mondo, esplorando nuovi posti e conoscendo nuove persone. Sogna una vita in America e una carriera nel giornalismo.
Collabora con la Redazione di LiveUnict da Settembre 2020.