Una marcia silenziosa per rompere il silenzio. Un gesto simbolico per trasformare l’indifferenza in consapevolezza. Oggi pomeriggio Catania torna a mobilitarsi contro la violenza sulle donne con l’iniziativa nazionale “I panni sporchi si lavano in pubblico”, promossa da APS Centro FamigliE in collaborazione con Maschile Plurale e Cambiamenti di Pescara e patrocinata dal Comune di Catania. L’appuntamento è fissato alle ore 16:30 in Piazza Stesicoro, da dove partirà un corteo che attraverserà il centro storico fino a Villa Bellini. Un evento che non vuole essere soltanto una manifestazione pubblica, ma un forte richiamo alla responsabilità collettiva di fronte a un fenomeno che continua a colpire migliaia di donne in tutta Italia.
La violenza di genere non è un fatto privato
Per troppo tempo la violenza contro le donne è stata confinata tra le mura domestiche, considerata una questione privata da affrontare nel silenzio. È proprio contro questa cultura dell’omertà che nasce il messaggio dell’iniziativa: i “panni sporchi” devono essere lavati in pubblico perché la violenza non riguarda soltanto chi la subisce, ma l’intera comunità.
Il corteo attraverserà le strade del centro cittadino con uomini in prima fila che porteranno cartelli e messaggi simbolici dedicati al cambiamento culturale necessario per costruire relazioni più sane, rispettose e paritarie. Un segnale importante che pone l’accento sul ruolo degli uomini nella prevenzione della violenza di genere, sottolineando come il contrasto a questo fenomeno non possa essere demandato esclusivamente alle vittime o alle istituzioni.
Catania e il dramma dei femminicidi
I numeri raccontano una realtà che non può essere ignorata. Secondo il Report 2025 dell’associazione promotrice, in Sicilia dal 2010 a oggi si contano 163 vittime di femminicidio, di cui ben 52 nella sola provincia di Catania. Dati che collocano il territorio etneo al primo posto nell’Isola per numero di donne uccise. Dietro ogni statistica si nasconde una storia spezzata, una famiglia distrutta, una comunità chiamata a interrogarsi sulle proprie responsabilità.
L’ultimo femminicidio avvenuto nel territorio di Misterbianco, ricordato dagli organizzatori durante la presentazione dell’evento, rappresenta l’ennesima conferma di quanto il fenomeno sia ancora radicato e richieda interventi culturali profondi e continui. La violenza di genere non nasce improvvisamente, ma affonda le sue radici in stereotipi, disuguaglianze e modelli relazionali che devono essere riconosciuti e superati.
Un messaggio rivolto soprattutto agli uomini
Tra gli aspetti più significativi della manifestazione vi è la scelta di coinvolgere direttamente gli uomini come protagonisti del cambiamento. Non semplici spettatori o sostenitori, ma soggetti attivi nella costruzione di una nuova cultura delle relazioni.
“I panni sporchi vanno lavati in pubblico perché il silenzio è complice”, ha dichiarato Antonello Arculeo, presidente di Centro FamigliE, psicologo e psicoterapeuta.
Un’affermazione che richiama la necessità di prendere posizione e di non restare indifferenti di fronte a comportamenti, linguaggi e atteggiamenti che alimentano la discriminazione e la violenza. Il messaggio lanciato dall’iniziativa è chiaro: il cambiamento passa anche attraverso una ridefinizione dell’identità maschile, libera da modelli basati sul controllo, sul possesso e sulla sopraffazione. Una società più giusta e sicura per le donne può nascere soltanto da uomini capaci di riconoscere il valore dell’uguaglianza e del rispetto reciproco.
Il flashmob che trasforma un simbolo in un impegno collettivo

L’arrivo del corteo a Villa Bellini segnerà il momento più significativo della giornata. Intorno alle ore 18:00 prenderà infatti il via il flashmob conclusivo durante il quale verranno simbolicamente stesi dei “panni“, trasformando un gesto quotidiano in una potente metafora sociale. Quei panni rappresentano tutte le storie che non devono più restare nascoste, tutte le violenze che non possono essere minimizzate o ignorate. L’iniziativa, sostenuta da numerose associazioni del territorio impegnate nel sociale, nello sport e nel mondo del lavoro, vuole lanciare un messaggio forte ai cittadini: la lotta contro la violenza sulle donne riguarda tutti.
Non bastano l’indignazione e la commozione di fronte ai tragici fatti di cronaca. Servono educazione, prevenzione, dialogo e partecipazione attiva. Solo così sarà possibile costruire una società in cui nessuna donna debba più avere paura e in cui il rispetto diventi il fondamento di ogni relazione umana.
Se questo è un uomo…
La manifestazione di Catania invita a una riflessione profonda sul significato dell’essere uomini oggi. Di fronte ai continui episodi di violenza, la domanda non può limitarsi al perché accada, ma deve interrogare ciascuno sul proprio ruolo nel contrastare una cultura che ancora troppo spesso giustifica il controllo, il possesso e l’aggressività.
“Se questo è un uomo, io non sono uomo” non è soltanto uno slogan, ma una presa di distanza netta da ogni forma di violenza e sopraffazione. Significa scegliere il rispetto al posto del dominio, il dialogo al posto della forza, la responsabilità al posto dell’indifferenza. È un invito rivolto a tutti gli uomini affinché diventino parte attiva del cambiamento, perché solo una trasformazione culturale condivisa può spezzare il ciclo della violenza e restituire alle donne il diritto di vivere libere, sicure e rispettate.












