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“Case a 1 euro” in Sicilia: in arrivo nuovo bando per un comune

Case a 1 euro in Sicilia raddoppia. In arrivo secondo bando per riacquistare case a 2 euro in un comune siciliano.

L’iniziativa case a 1 euro è un progetto che mira a contrastare l’abbandono di alcune aree. Infatti, i proprietari di immobili privati in disuso o fatiscenti che partecipano all’iniziativa possono disfarsene vendendoli al prezzo simbolico di 1 euro. Spetterà, poi, ai fortunati acquirenti occuparsi della ristrutturazione delle case, seguendo i criteri definiti da un apposito bando comunale. Molti saranno lieti sapere che anche la Sicilia conta numerosi comuni aderenti all’iniziativa.

La lista dei comuni aderenti all’iniziativa

  • Augusta in provincia di Siracusa;
  • Sambuca di Sicilia nella Valle del Belice;
  • Bivona e Cammarata nel cuore del Parco dei Monti Sicani;
  • Gangi, in provincia di Palermo;
  • Regalbuto, nell’ennese;
  • Salemi nei pressi di Trapani;
  • Mussomeli in provincia di Caltanissetta;
  • Saponara nel Messinese;
  • Enna nell’ennese.

Sambuca di Sicilia “raddoppia”: nuovo bando in arrivo

Il borgo di Sambuca di Sicilia, dopo l’enorme successo dell’iniziativa “Case a 1 euro” lanciata due anni fa, adesso “raddoppia”. Un nuovo bando per la vendita di immobili abbandonati del centro storico, questa volta con una base d’asta di 2 euro, è stato infatti appena pubblicato dal Comune.

L’iniziativa anche questa volta è stata rilanciata dalla Cnn con un servizio televisivo che, come già avvenuto nel 2019, ha scatenato nuovamente la “febbre del mattone” con migliaia di richieste di informazioni provenienti da tutto il mondo. Il Comune ha già inviato il bando via mail a 77mila aspiranti acquirenti che non sono riusciti ad aggiudicarsi i primi 16 immobili messi in vendita e acquistati tutti da stranieri. I nuovi residenti sono soprattutto americani, molti provengono da diversi paesi europei e perfino dal Medio Oriente.

In questo nuovo bando il lotto mette all’asta 20 abitazioni situate nell’antico quartiere arabo del paese che ha conquistato il riconoscimento di “Borgo dei borghi” nel 2016. L’obiettivo, ancora una volta, è quello di combattere lo spopolamento che ha avuto inizio alla fine degli anni ’60, quando il devastante terremoto del Belice portò molti residenti ad abbandonare il paese, ma anche a creare nuove occasioni di sviluppo e ricchezza.

Il “caso Sambuca” è diventato infatti un modello di rigenerazione urbana studiato anche dalle università e un libro pubblicato dalla casa editrice Flaccovio. Secondo alcuni analisti il progetto delle case a 1 euro ha generato complessivamente una ricaduta economica per il territorio di almeno 10 milioni di euro, 7 dei quali relativi ai soli lavori di ristrutturazione degli immobili che hanno coinvolto imprese edile, artigiani, impiantisti. Per non parlare dell’indotto legato a bar, ristoranti e strutture ricettive e del boom di turisti e visitatori.

Qualche anno fa tutto ha avuto inizio in Sicilia, con l’annuncio che alcuni piccoli borghi dimenticati – e quasi disabitati – avevano deciso di mettere in vendita immobili da ristrutturare a una cifra simbolica, pari al prezzo di un caffè. Il progetto è stato poi attuato in alcuni comuni dell’isola come Gangi o Mussomeli, ma è proprio a Sambuca che la vendita delle case a 1 euro ha registrato un successo senza precedenti.

Tuttavia, è stato trasformato in un format televisivo dalla catena americana Discovery channel. Protagonista l’attrice italo americana Lorraine Bracco, che ha lavorato con Martin Scorsese ed è stata protagonista di numerose serie tv come I Soprano e Rizzoli & Isles, che ha deciso di acquistare una delle case in vendita e di raccontare davanti alle telecamere la sua “avventura siciliana”. Adesso Sambuca ha deciso di fare il bis, questa volta raddoppiando il prezzo degli immobili all’asta.

“La vendita delle case non è fine a se stessa. Ha importanti ricadute sul territorio, ma coinvolge anche tutta la comunità che ad un certo punto è diventata protagonista e parte attiva del processo di rigenerazione urbana, sociale, culturale” –  spiegano il sindaco Leo Ciaccio e il vice sindaco e assessore alla Cultura Giuseppe Cacioppo.

“Un processo – aggiungono – che restituisce identità ad un territorio e un futuro agli abitanti che non solo non vogliono lasciare Sambuca ma piuttosto vorrebbero ritornare a vivere nel borgo, sostituendo alla vita frenetica della città i ritmi lenti di un piccolo centro”.