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In Sicilia cresce la paura, salgono contagi e ricoveri: il punto della situazione

isolamento coronavirus
Preoccupanti le stime epidemiologiche della Regione Siciliana, la media è di circa 30 contagi al giorno. Inasprimento delle misure preventive per eventi ed esercizi pubblici.

La Sicilia è la prima regione del meridione italiano per positivi al Covid-19, superando la Campania e collocandosi al settimo posto nella classifica nazionale. I casi di Coronavirus sull’Isola mostrano un incremento medio di circa 30 nuovi positivi la giorno. Soltanto nella giornata di ieri, infatti, è stato possibile contare 32 casi, contro i 31 della Lombardia, a fronte di meno di mille tamponi.

Leggendo il bollettino di ieri, diffuso dal ministero della Salute, a preoccupare la Sicilia è anche un altro dato: il numero dei ricoverati passa da 44 a 51, con una persona in più in terapia intensiva. Sono 7 in più rispetto a ieri, su un totale di 17 ricoveri in tutta Italia. I nuovi casi si registrano a Catania (9), a Palermo (5 di cui un migrante), uno a Ragusa e uno a Messina. Ma la situazione più preoccupante è quella di Siracusa dove di contano 16 casi.

Situazione delicata nel catanese

Una delle province maggiormente colpite sembra essere Catania: il weekend da bollino nero appena trascorso ha visto ben 19 contagi nella provincia. A seguire, tenendo conto delle stime del weekend, si colloca Enna, con un totale di 14 casi e Siracusa con 12. Ma la situazione nel capoluogo etneo è sicuramente la più preoccupante: dopo una serata al lido della Playa, alla quale ha partecipato un minorenne positivo, le autorità sanitarie stanno ancora cercando di identificare i partecipanti, tramite attività di tracciamento, nonché invitando alla prudenza: si temono contagi a catena.

Recentemente, inoltre, un bambino è risultato positivo in un asilo nido della provincia di Catania. I medici dell’Asp hanno subito tracciato i contatti e hanno messo in quarantena i 13 compagni, con i rispettivi familiari, e tre operatori. I primi tamponi hanno dato esito negativo.

Ordinanza Musumeci, stop eventi al chiuso

Il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, ha firmato nella giornata di ieri una necessaria ordinanza, generata direttamente dalla delicata situazione siciliana, che prevede, innanzi tutto un divieto per l’organizzazione di eventi al chiuso. Per cercare di arginare le crescenti possibilità di contagio, discoteche e simili esercizi pubblici dell’Isola dovranno evitare serate al chiuso e ridurre, per gli eventi all’aperto, la capienza massima. I partecipanti saranno obbligati a mantenere la distanza di sicurezza all’interno delle aree destinate al ballo ed ad indossare ancora la mascherina di sicurezza.

La nuova ordinanza invita le Prefetture ed i sindaci a predisporre controlli nell’ambito delle rispettive competenze e prevede inoltre il massimo delle sanzioni amministrative per i trasgressori delle disposizioni.

Le disposizioni per Ferragosto

Per agevolare l’organizzazione di controlli adeguati da parte delle autorità di pubblica sicurezza competenti, il governatore ha disposto l’obbligo di comunicazione (entro le 48 ore antecedenti all’evento) per gli esercenti delle attività destinate al ballo e con afflusso di pubblico numeroso.


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Problema migranti, nuove misure per sbarchi in sicurezza

Il presidente della Regione non mostra di accettare l’allestimento di tendopoli: occorre la preventiva idoneità della locale Asp per mettere in piedi apposite strutture individuate dal governo centrale.

“Il divieto di allestire o utilizzare tensostrutture è determinato dai frequenti e deprecabili episodi quotidiani di fuga dei migranti – si legge in una nota della Regione – e dalla pericolosa promiscuità che si determina fra gli stessi ospiti, con gli assembramenti”.

Nelle more dell’eventuale sottoscrizione di un protocollo di sicurezza sanitaria tra il Ministero dell’Interno e la presidenza della Regione Siciliana, chiesto più volte dallo stesso governatore, nell’ordinanza appena emanata viene poi disposto l‘obbligo del tampone su ogni migrante sbarcato. È prevista per tutti i coinvolti, inoltre, un’adeguata profilassi sanitaria con visita medica. I luoghi destinati alla quarantena andranno definiti solo dopo il parere dell’autorità sanitaria che dovrà verificare la conformità dei siti alle regole di prevenzione del contagio e distanziamento interpersonale.

Le misure adottate nel Siracusano

Il sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, ha stabilito di fermare tutti gli eventi da oggi e fino al 16 agosto, impedendo manifestazioni e assembramenti in spiaggia. Gli esercizi commerciali, inoltre, dovranno chiudere entro le 02:00 e cessare la diffusione di musica alle 24:00. A pesare sulla decisione, i contagi in aumento in Sicilia e, in particolare, nel Siracusano, dove, soltanto ieri, sono stati individuati 16 i positivi.

“È evidente – commenta Corrado Bonfanti – che il virus sia ancora presente e per questo è necessario alzare la soglia dell’attenzione e delle precauzioni. Per questo motivo è opportuno approcciarci a questa settimana importante e delicata ricordando le già note misure anticontagio, rispettando dunque il distanziamento sociale e l’obbligo di utilizzo della mascherina. A questo si aggiungono le decisioni maturate questa mattina dalla riunione con il Prefetto per evitare le occasioni di contagio e l’incremento dei casi sul territorio provinciale”.

La decisione è stata stabilita attraverso un’ordinanza sindacale firmata nel pomeriggio, al termine di una riunione con il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica coordinato dal Prefetto di Siracusa Giusi Scaduto a cui hanno partecipato tutti i sindaci e commissari della provincia.

Il caso dei viaggi a Malta

Si registrano, infine, sempre più casi di positivi di ragazzi tornati da Malta, l’Isola dei Cavalieri a pochissimi chilometri dalla Sicilia. Il focolaio più grande è a Canicattini Bagni. Nel paese del Siracusano, una comitiva di ragazzi è andata in viaggio a Malta ed è tornata con 11 contagiati: “Stiamo ricostruendo i contatti che i giovani hanno avuto da quando sono rientrati – afferma la sindaca Marilena Miceli – saranno messi in quarantena, insieme ai loro familiari”.

Subito dopo il rientro in paese, due ragazzi della comitiva hanno prontamente contattato le autorità sanitarie locali, accusando lievi sintomi caratteristici del virus. Poco dopo, anche adun’altra ragazza della medesima comitiva è salita la febbre. I tamponi operati su tutto il gruppo hanno riportato una problematica realtà: sono 11 i contagiati, su 13 partecipanti alla vacanza.

Le notizie di queste ultime ore riportano come, in tutto il Paese, vi siano casi di nuovi positivi appena rientrati da La Valletta: dalla Puglia al Trentino. Anche a Catania il fenomeno aveva colpito i medici dell’Asp che hanno registrato 3 casi di ragazzi contagiati dopo essere andati a Malta. L’Isola è attualmente al quarto posto nell’Unione Europea in termini di casi ogni 100.000 persone registrati negli ultimi 14 giorni.