Scuola

Decreto Scuola approvato alla Camera, ora è legge: ecco cosa cambia

lucia azzolina
Decreto Scuola approvato: è legge il decreto che, fino all'ultimo, ha rischiato di mettere in discussione maturità e concorsi. Alla fine, è stato approvato. Ecco cosa cambia.

Decreto Scuola approvato alla Camera. Diventa così legge il decreto tanto discusso negli ultimi giorni e a rischio fino all’ultimo, per via dell’ostruzionismo delle opposizioni che hanno tentato di far decadere il decreto, in scadenza domenica. La Camera dei deputati ha approvato oggi il decreto Scuola con 145 voti favorevoli e 122 contrari. 

Sembrano essersi, inoltre, invertiti i ruoli tra maggioranza e opposizione sul decreto. Dopo la giornata di giovedì in cui le opposizioni hanno fatto ostruzionismo nel tentativo di farlo decadere, è stata poi la maggioranza a chiudere i canali di dialogo, mentre diversi esponenti del centrodestra hanno cercato invano contatti con i gruppi della coalizione di governo per trovare un accordo e concludere il voto in giornata.

L’eventuale decadenza del decreto avrebbe fatto saltare gli esami di maturità. Di qui la decisione della maggioranza giovedì a mezzanotte di ricorrere alla seduta fiume, vale a dire senza interruzioni, tranne quelle ogni tre ore per sanificare l’Aula. I lavori sono dunque proseguiti tutta la notte e tutta la giornata di venerdì e proseguono, ininterrottamente, fino a sabato mattina con il voto finale.

Decreto Scuola: cosa cambia

Sono molti gli ambiti che il nuovo decreto andrebbe a modificare. Si parta proprio dagli esami di Stato, riguardanti le scuole secondarie sia di primo che di secondo grado. Le prime regole sono arrivate nelle scorse settimane: l’esame di maturità andrà svolto di presenza, a differenza di quello di terza media, da svolgersi online.

In entrambi i casi, si presenterà un elaborato, che andrà discusso con la commissione: solo i maturandi dovranno poi discutere delle altre materie presentate in commissione, per quanto arrivi proprio dal Ministro Azzolina l’auspicio che “si parli di come abbiano vissuto l’esperienza dell’emergenza”. Non resta che aspettare la conferma di queste modalità d’esame; alcuni parlamentari, infatti, contestano la semplificazione dell’esame di maturità, chiedendo che si sostenga una prova scritta.

Un altro cambiamento previsto dal nuovo decreto riguarda quei docenti precari che hanno totalizzato almeno tre anni d’insegnamento, i diretti interessati del nuovo concorso straordinario. Ed è proprio la prova selettiva del concorso che verrebbe cambiata. Sebbene, infatti, originariamente un test a risposta multipla da 80 domande per 80 minuti, sarebbe sostituita da un esame scritto con risposta aperta; essa sarebbe legata ad argomenti riguardanti metodologia, lingua inglese e disciplina.