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Poliziotti uccisi a Trieste: la lettera di una collega catanese alla madre

Dopo la terribile sparatoria di Trieste, in cui sono rimasti uccisi due agenti di Polizia, una collega catanese ha deciso di indirizzare una lettera aperta e dedicare un pensiero ai due poliziotti.

Matteo De Menego e Pierluigi Rotta sono i nomi dei due agenti deceduti, a seguito alla sparatoria di venerdì scorso all’interno della Questura di Trieste. Come riportato da “Open”, mentre gli inquirenti sono adesso al lavoro per appurare l’esatta dinamica dell’accaduto, una collega di origine catanesi, ha deciso di pubblicare sul suo profilo Facebook una lettera aperta indirizzata alla madre e in cui ricorda gli agenti uccisi.

La lettera di Roberta

“Ciao mamma, che strano scriverti, non lo faccio quasi mai. Sono molto orgogliosa, lo sai. Perdonami se ho scelto un lavoro che mi porta a 1440 km da te. Perdonami se spesso lavoro di notte e non finisco in orario, è il mio lavoro, lo sai. Perdonami se spesso dormo invece di chiamarti e chiederti come stai, devo recuperare il sonno perso, lo sai. Perdonami se qualche volta per le feste non ci sarò, ma non ho sempre le ferie, lo sai.

Due miei colleghi, due miei coetanei in servizio nella mia stessa sede, Trieste, non hanno finito il turno, sono morti, lo sai. Mamma non ero io, lo sai. Mamma, domani potrei essere io, lo sai. Questo lavoro mi gratifica, anche se spesso è pericoloso. Da quando avevo 6 anni lo sognavo, lo sai. Quanti sacrifici ho fatto per passare questo concorso, lo sai. Mamma quante cose che sai.  Non sono io l’eroina. Sei tu, lo sai? Con coraggio e un po’ di timore aspetti il messaggio di fine turno.

Le mamme di Matteo e di Pierluigi non hanno ricevuto quel messaggio. Hanno ricevuto la chiamata più brutta della loro vita, una chiamata che la mamma di un poliziotto si augura di non dover mai ricevere. Per loro è cominciato un dolore lungo tutto una vita. Ci auguriamo tutti che la giustizia riesca un po’ ad alleviare il grandissimo dolore di queste due famiglie. Che la terra vi sia lieve grandi colleghi”.

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