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Miss Università alla Sapienza di Roma, quando anche in facoltà l’apparire viene prima dell’essere

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L’ideale di bellezza femminile è in continua evoluzione. Secolo dopo secolo, lo stereotipo di bellezza femminile è cambiato, passando dall’apprezzamento di forme generose alla venerazione per un corpo magro quasi fino alle ossa. Soprattutto, però, quello che è davvero cambiato e che dovrebbe fare riflettere non è tanto come cambi l’ideale di bellezza: la moda c’è, c’è sempre stata e starle dietro è quasi un lavoro a tempo pieno. Quello che realmente conta è che l’apparire ha sostituito l’essere, ma sembrare belli fuori non vuol dire necessariamente essere belli dentro e, sebbene la prima impressione sia quella che conta, non necessariamente questa è la più veritiera.

Tuttavia, si parte dal presupposto che all’Università, sede per eccellenza di sapienza e conoscenza, l’apparire non sia importante o comunque assolutamente non indispensabile nella predisposizione alla cultura di una studentessa. E se invece non fosse così? Se bellezza e cultura fossero strettamente correlate? Si potrebbe pensare di organizzare un concorso di bellezza tra le studentesse! Certo, la media dei voti verrà presa in considerazione nel giudizio…ma uno sguardo penetrante e una pancia piatta varranno sicuramente molto di più!

Non è uno scherzo, una parodia o altro. Questo è infatti quello che è successo in uno dei più prestigiosi atenei italiani, precisamente presso l’Università della Sapienza di Roma. L’8 Maggio, infatti, una giuria presenziata dal Magnifico Rettore dell’ateneo romano ha eletto la studentessa più bella e sapiente. Non è finita: si pensa addirittura di espandere questo concorso fino a coinvolgere tutte le altre università italiane, in modo da poter eleggere in seguito la studentessa più graziosa e intelligente dell’intero Paese. È proprio vero che la bellezza non è tutto, ma a quanto pare anche la cultura da sola non basta…

Sinceramente, entrare nei dettagli del concorso è superfluo. Premi, crediti aggiuntivi per la partecipazione non sono indispensabili quanto analizzare piuttosto il fatto che oggi, anche in un santuario della cultura, se non hai un viso carino a quanto pare vali poco e niente. Se questi ideali, tipici dei talk-show della domenica pomeriggio, sono arrivati a influenzare uno dei più prestigiosi atenei d’Italia, siamo davvero sicuri che stiamo andando nella giusta direzione e che questo cambiamento sia positivo? Dare una risposta certa non è senza dubbio semplice, ma riflettere su questi cambiamenti non è cosa da poco. Se poi, dopo aver riflettuto, si cerca di arginare la cosa evitando di contaminare l’università con modelli di bellezza effimeri e inarrivabili, allora tanto meglio. Sentirsi belle, desiderabili è appagante e questo è indubbio; tuttavia la cultura non può essere pregiudicata da una misura 90-60-90 e questo è bene tenerlo a mente.

Chissà se dopo le tante polemiche, anche il Magnifico Rettore della Sapienza ci rifletterà su…