Il sistema universitario meridionale “rischia di esplodere per effetto dei tagli ai fondi ordinari, l’aumento delle tasse universitarie, il blocco del reclutamento e la mancanza di servizi per gli studenti”. L’allarme arriva dal segretario generale della Flc Cgil, Mimmo Pantaleo, secondo cui “l’idea di aumentare la premialita’ e’ un ulteriore colpo agli atenei e solo il 25,7% delle quote premiali viene assegnato agli atenei del sud”. Il rapporto Svimez sul Mezzogiorno segnala “una situazione drammatica della condizione giovanile”, continua Pantaleo parlando di “una intera generazione nelle aree del sud esclusa dal diritto allo studio e al lavoro. L’istruzione perde credibilita’ e per queste ragioni aumentano i tassi di abbandono e i tassi di passaggio dalla scuola superiore all’istruzione terziaria nell’anno 2012-2013 sono scesi al 51,7% al sud e al 58,8% al nord riportando il Paese indietro di 10 anni fra gli inattivi piu’ di un terzo sono diplomati e laureati”. In queste condizioni, continua Pantaleo, “riprende l’emigrazione di studenti verso il nord e si determina un’universita’ riservata a pochi e non aperta a tutti”. Per queste ragioni “occorre un progetto generale a favore del sud che deve ripartire dagli investimenti per affermare un nuovo modello di sviluppo basato su piu’ alti livelli di istruzione buona occupazione e benessere sociale.
Non e’ piu’ rinviabile una legge nazionale sul diritto allo studio e l’introduzione anche nel nostro Paese di forme di reddito universale contro le poverta’, la disoccupazione, la precarieta’ e per il diritto al sapere”, conclude il segretario della Flc Cgil. (AGI)
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