Concorsi pubblici 2026: è stato ufficialmente firmato il nuovo DPCM del 2 luglio 2026, il provvedimento strategico che dà il via libera a ben 3.742 assunzioni a tempo indeterminato all’interno della Pubblica Amministrazione.
Non si tratta del solito scorrimento di vecchie graduatorie: il decreto autorizza l’emanazione immediata di nuovi bandi di concorso per oltre 1.700 posti. Una vera e propria boccata d’ossigeno per chi punta al posto fisso quest’anno.
Concorsi pubblici 2026: gli enti con più posti
Il piano assunzioni coinvolgerà in totale 21 amministrazioni pubbliche, ma la fetta più grossa dei posti si concentra in tre enti chiave, che da soli assorbono quasi il 70% del personale previsto:
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Ministero dell’Interno: Guida la classifica con 1.086 assunzioni autorizzate, di cui ben 759 passeranno da nuove procedure concorsuali.
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Agenzia delle Entrate: Segue a ruota con 1.022 posti totali, di cui ben 735 tramite nuovi bandi.
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Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: Aprirà le porte a 449 unità (181 tramite nuovi concorsi).
Inoltre, sono previsti rinforzi importanti anche al Ministero della Cultura (482 posti complessivi), al Ministero della Giustizia (166 ingressi) e all’INPS (145 posti).
Concorsi pubblici 2026: i profili cercati
I prossimi bandi in uscita apriranno le porte a diversi livelli di istruzione, dividendosi principalmente in tre grandi macro-aree professionali:
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Area Assistenti (Diplomati): Posti ideali per diplomati, legati ad attività tecnico-operative e di supporto amministrativo (l’Agenzia delle Entrate ne prevede già 335).
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Area Funzionari (Laureati): Il settore più corposo, incentrato su specialisti in materie giuridiche, economiche, informatiche e amministrative.
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Elevate Professionalità e Dirigenti: Riservato a chi possiede lauree magistrali abbinate a specifiche abilitazioni o esperienze pregresse.
Come candidarsi e inviare la domanda
Le regole del turn-over tornano al 100% per quest’anno, garantendo il rimpiazzo totale del personale uscito dalla PA. Le autorizzazioni concesse dal decreto avranno una validità triennale perentoria, il che significa che i bandi dovranno partire a stretto giro.
Cosa fare adesso? Nelle prossime settimane i singoli ministeri pubblicheranno i testi dei rispettivi bandi con le date delle prove e le materie da studiare.
Tutte le procedure saranno caricate sul portale unico del reclutamento inPA. Per candidarsi non appena i bandi saranno attivi, è fondamentale essere già in possesso delle credenziali SPID, CIE o CNS e di una casella di posta elettronica certificata (PEC).
Per aggiornamenti sull’uscita di questi bandi di concorso, oltre ai canali ufficiali, si consiglia di consultare la sezione Lavoro, Stage ed Opportunità su LiveUniCT.












