Si chiude formalmente l’avventura di Aerolinee Siciliane Spa. Lo scorso 20 giugno, l’assemblea straordinaria degli azionisti ha deliberato ufficialmente la liquidazione e lo scioglimento della società, affidando l’incarico di liquidatore al dottor Ruggero Pastorella.
La fine del progetto, nato con l’ambizione di creare una compagnia aerea a forte trazione locale, si porta dietro pesanti strascichi polemici e la promessa di una dura battaglia legale.
Richieste di responsabilità e indagini penali
Attraverso una nota ufficiale, il direttore generale uscente Luigi Crispino, nel mettersi a disposizione del neo-liquidatore, ha ribadito con fermezza la richiesta di avviare formali azioni di responsabilità nei confronti degli organi amministrativi. Si tratta di un’istanza che lo stesso Crispino aveva già anticipato lo scorso 30 aprile.
Ma non finisce qui. In veste di socio azionista, Crispino ha annunciato di aver già dato mandato a un pool di legali per valutare la sussistenza di profili di rilevanza penale nella gestione che ha condotto alla fine della società.
Lo sfogo di Crispino: «Vogliamo sapere chi ha fermato i voli»
Il direttore generale ha commentato la vicenda con parole durissime, respingendo l’idea che le dinamiche interne potessero prescindere dal rispetto dei tantissimi piccoli risparmiatori che avevano creduto nel progetto:
“Una società ad azionariato popolare non è un club privato dove si possono regolare conti o faide interne per scontri di potere. Io e gli azionisti siamo curiosi ed ansiosi di sapere chi ha avuto interesse a fermare i voli di Aerolinee Siciliane”.
Con la nomina del liquidatore e l’annuncio delle vie legali, la vicenda di Aerolinee Siciliane si sposta adesso dalle piste di volo alle aule di tribunale, lasciando aperti molti interrogativi sui reali motivi che hanno decretato il fallimento dei piani operativi della compagnia.












