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Sicilia zona bianca ancora per una settimana: il monitoraggio “salva” l’Isola

Sicilia zona bianca
Sicilia zona bianca: la bozza del nuovo report recentemente resa pubblica non lascerebbe dubbi. Ma per quale ragione è stato evitato il passaggio in giallo?

Sicilia zona bianca ancora per una settimana: lo indica la bozza del report settimanale di monitoraggio sul Covid di Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità. Ora manca solo l’ufficialità.

L’Isola resterà in bianco anche per la settimana che andrà da lunedì 23 agosto a domenica 29 agosto, permettendo, sul fronte economico – turistico, di reggere ancora a pieno regime per altri sette giorni. Ma come mai la zona gialla per la Sicilia è stata evitata? Quali sono i dati che hanno “salvato” l’Isola?

Sicilia zona bianca: perché non si passa al giallo?

Secondo la bozza resa pubblica, anche nell’ultima settimana nessuna regione italiana ha superato la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o area medica.

Cos’è che ha evitato alla Sicilia, di tingersi di giallo? A “salvare” l’Isola, che secondo La Repubblica è ora considerata “a rischio moderato  ad alta probabilità di progressione”, sarebbero state le terapie intensive: complice un aumento dei posti letto a livello regionale, la Sicilia avrebbe raggiunto ma non superato la soglia massima prevista per i ricoveri di pazienti Covid in intensiva. Evita, pertanto, la zona gialla anche per questa settimana. Al contrario, i reparti ordinari sono al 17 per cento, già sopra il tetto del 15.

Nonostante questo, la situazione resta critica: i dati sono in crescita e non frenano alcuni soggetti che continuano a non rispettare le regole imposte. Inoltre la campagna vaccinale non riesce ancora a coinvolgere tutti gli abitanti, procedendo a rilento.

I dati nazionali

Per quanto riguarda invece il resto d’Italia, i dati che si evincono dal monitoraggio ISS sembrano andare verso un leggero miglioramento: l’indice RT, fissato a 1,27 la settimana scorsa, è sceso a 1,1. Aumentano, tuttavia, i ricoveri in terapia intensiva, fissati al 4,9% (da 322 a 423 ricoverati), e quelli nei reparti ordinari, fissati al 6,2% (da 2.880 a 3.472). Sono 18 le Regioni a rischio moderato: solo tre (Lazio, Veneto e Lombardia) presentano invece rischio basso.

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