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Vaccino AstraZeneca anche per gli over 65: la richiesta del ministro Speranza

vaccino covid
Dalla dose unica ai pazienti già guariti alla somministrazione del siero AstraZeneca agli over 65: ecco le ultime richieste e disposizioni in merito al vaccino anti-Covid.

Dallo scorso 27 dicembre, il V-Day per tutta l’Europa, è stato vaccinato quasi l’8% della popolazione italiana.

Le vaccinazioni, ad oggi, procedono nonostante alcuni ritardi nelle consegne da parte delle case produttrici. La divisione per categorie sembra funzionare: l’obiettivo, comunque, resta somministrare le dosi a più persone possibili, oltre che “coprire” il territorio italiano nei tempi più brevi concessi. Ecco perché l’obiettivo del ministro della Salute, Roberto Speranza, è ora quello di estendere la somministrazione del siero AstraZeneca agli over 65.

C’è infatti una differenza tra ciò ch’è stato dichiarato dall’EMA e le prescrizioni di questo siero in Italia. Se l’agenzia europea dei medicinali, dallo scorso 29 gennaio, l’ha autorizzato dai 18 anni in su, all’interno della Penisola  la somministrazione è permessa soltanto per la fascia d’età compresa tra i 18 ai 65 anni. Questo è il motivo per cui, sulla scia di nazioni come Germania, Austria e Francia, anche il ministro Speranza chiederà agli scienziati di verificare i dati scientifici e, dunque, di valutare se sia possibile, anche per lo Stivale,  procedere alle vaccinazioni oltre i 65 con AstraZeneca.

Oltre a questa richiesta, presentata durante il vertice con esponenti quali il commissario per l’emergenza Figliuolo, il capo della protezione civile Curcio e l’ISS, Speranza ha concordato di somministrare una dose unica del vaccino a chi è già guarito dal Covid-19.

Nel frattempo, fra il Governo e AstraZeneca si apre una spaccatura più grande: è stato vietato, infatti, l’esporto di 250mila dosi del siero verso l’Australia. Il “no” italiano è stato dovuto non solo alla non vulnerabilità della nazione d’arrivo, ma anche dal numero alto di dosi da esportare, parecchie rispetto a quelle arrivate tanto nello Stivale quanto in Europa. Ma, su quest’ultima diatriba, come sempre, avrà l’ultima parola la Commissione Europea.

Università di Catania