Bronte e Randazzo

Coronavirus, salgono i positivi a Bronte: richiesta la zona rossa

Bronte
Non si fermano i contagi a Bronte che rischia di diventare una nuova zona rossa siciliana. Raggiunta quota 198 positivi, senza contare 567 persone che attualmente si trovano in isolamento.

Bronte raggiunge quota 198 positivi, senza contare 567 persone che attualmente si trovano in isolamento. La situazione preoccupa il sindaco ma anche l’Asp e si valuta la possibilità di rendere il comune zona rossa.

L’ex senatore e ora sindaco di Bronte Pino Firrarello, anche lui positivo al Covid-19, ha riferito che dei 198 casi i casi positivi, solo uno è stato ricoverato in ospedale, ma tutti gli altri presentano sintomi lievi. “È un dato destinato a crescere, – ha dichiarato preoccupato il primo cittadino – considerata l’attività di screening a tappeto che stiamo portando avanti attraverso le postazioni Drive-In. Sono, invece, 15 i concittadini guariti, ma riteniamo che nel brevissimo periodo anche questo sia un dato che crescerà in maniera importante“.

Il Vice sindaco Antonio Leanza, dopo il vertice di ieri tra comuni etnei, il commissario Covid dell’Asp di Catania Giuseppe Liberti e l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza ha precisato così: “Abbiamo anche chiesto di effettuare uno screening in tutta la popolazione, non solo in quella scolastica, per tentare di isolare il virus che, ricordo, a Bronte si è incuneato anche nella Casa di Riposo San Vincenzo”.

Con questi numeri la curva epidemiologica non promette bene e si valuta se sia il caso di aggiungere Bronte tra le città siciliane dichiarate zone rosse. “Abbiamo posto il problema dei rifiuti da ritirare nelle abitazioni di coloro che sono positivi. – ha concluso il vice sindaco – Un problema generale che rischia di esplodere da un momento all’altro. Ed è stato durante questo vertice che sono stato informato della richiesta di zona rossa. So che sabato scorso Firrarello con Razza hanno a lungo parlato al telefono. Se questa soluzione può salvare vite umane e tutelare la salute dei cittadini, l’Amministrazione comunale la condivide”.

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