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UNICT – I medici impiegano otto mesi per trovare lavoro: i dati AlmaLaurea 2020

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Retribuzione, tempo impiegato per trovare il primo lavoro, formazione post-laurea. Alcuni dei principali dati tratti dalla Rassegna AlmaLaurea 2020 relativa ai laureati al dipartimento di Chirurgia generale e specialità medico chirurgiche dell'Università di Catania.

A un anno dal termine degli studi, poco più di un terzo dei laureati al dipartimento di Chirurgia generale e specialità medico chirurgiche dell’Università di Catania ha trovato lavoro. Tuttavia, i corsi di Medicina e Odontoiatria si confermano tra i più redditizi, con una retribuzione netta che supera di gran lunga la media dell’Ateneo. Lo dimostrano i dati dell’ultima Rassegna AlmaLaurea, che da oltre vent’anni traccia il bilancio dell’esperienza universitaria degli studenti italiani e della loro condizione occupazionale post laurea.

All’indagine di AlmaLaurea hanno partecipato in tutto 300 ex studenti, a fronte di 385 laureati nell’ultimo anno. Il dato considera sia i corsi di laurea magistrale a ciclo unico di Medicina e chirurgia e Odontoiatria (circa il 95% del totale) sia i laureati dei corsi triennali di Ostetricia e Tecniche di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare (14 in totale). In entrambi i casi, si confermano la relativa puntualità nella conclusione degli studi e il voto di laurea, che mediamente supera il 110.

Dati AlmaLaurea: guadagni e tasso di occupazione dei laureati in Medicina

A un anno dalla laurea, la percentuale di chi trova lavoro tra magistrale a ciclo unico e triennale è del 36,3%, vale a dire 109 occupati in tutto. A questi, inoltre, si aggiunge il 24,5% di studenti impegnata in un corso universitario o praticantato. Secondo le definizioni Istat, dunque, il tasso di occupazione è del 58,7%. Tuttavia, tra chi lavora c’è una differenza di sette punti percentuali tra uomini (40% circa) e donne, a vantaggio dei primi e a fronte di una sostanziale parità nel numero di intervistati.

Il gender gap si misura, in forma ridotta, anche nella retribuzione. Infatti, gli uomini guadagnano in media 1.754 euro mensili, le donne 1.617. La differenza, tuttavia, si riduce a 1.754 euro per i primi e a 1.671 euro per le seconde se si leggono solo i dati relativi alle magistrali a ciclo unico. In entrambi i casi, il valore supera notevolmente la media dell’Università di Catania (1.225 euro netti al mese per gli uomini, solo 971 per le donne).

Molto basso, invece, il tempo impiegato per trovare il primo lavoro, pari in media a circa otto mesi dal conseguimento del titolo di studio. Un dato che risalta ulteriormente se lo si paragona alla media dell’Ateneo, con oltre quattro anni di tempo impiegato per reperire il primo incarico professionale.

 Oltre 4 anni per trovare lavoro: il profilo occupazionale dei laureati a Catania

Laureati in Medicina: le caratteristiche del lavoro

La maggior parte dei neolaureati lavora vicino casa. Circa il 90% degli occupati, infatti, dichiara di aver trovato un impiego nelle Isole (presumibilmente in Sicilia), con percentuali irrisorie nel Nord Italia e di poco superiori all’1% per l’estero. Inoltre, la bilancia tra settore pubblico e privato pende decisamente a favore del primo (78,9%), con solo uno studente su cinque che lavora in strutture private.

Per quanto riguarda l’impiego svolto, il rapporto lavorativo che va per la maggiore (65,1%) è quello che viene classificato come “non standard” e che include contratto a tempo determinato, contratto di somministrazione di lavoro, lavoro socialmente utile o a chiamata. Tuttavia, è molto comune tra i neolaureati delle magistrali a ciclo unico anche il lavoro autonomo (22%). Infine, la tipologia di lavoro più diffusa resta comunque il part-time, con circa 25 ore di lavoro settimanale in media.

Quanto all’efficacia della laurea, la stragrande maggioranza (82,6%) degli studenti che ha trovato lavoro ritiene molto adeguata la formazione ricevuta all’Università di Catania, con una percentuale di occupati che cerca altro impiego pari al 18,6% e una generale soddisfazione per il lavoro svolto.

Laureati che non hanno ancora un lavoro: i dati AlmaLaurea

In tutto, i disoccupati alla ricerca di un lavoro sono 40, una cifra minima rispetto al totale e che porta il tasso di disoccupazione al 12,4%. Di questi, la maggior parte, al momento dell’intervista, aveva provato a cercare un impiego negli ultimi 15 giorni.

Molti di più, invece, per un totale di 151, i laureati che, terminati gli studi, non cercano lavoro ma sono impegnati con lo studio (77,5%) o in attesa di chiamata dal datore di lavoro (19,2%). Il dato conferma la tendenza generale a proseguire gli studi anche dopo la laurea, con tre studenti su quattro che dichiarano di aver svolto attività di formazione di qualche genere una volta conseguito il diploma.

Tuttavia, se la maggior parte degli ex studenti afferma di aver svolto o di svolgere attività quali tirocinio o praticantato, solo il 30,3% dei laureati nelle magistrali a ciclo unico è iscritto alla scuola di specializzazione. Un dato che ribadisce la difficoltà per alcuni di accedere a specializzazioni molto selettive e che, come molti neo-medici lamentano, offrono un numero di posti inadeguato a coprire le esigenze del sistema sanitario e degli universitari.