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Inps online: il Garante della Privacy contro la violazione dei dato degli utenti

Inps online: interviene il Garante della Privacy in merito alla violazione dei dati degli utenti. Era accaduto tra l’1 e il 6 aprile scorso, quando il sito dell’istituto di previdenza era letteralmente andato in tilt per le troppe domande di cassa integrazione e bonus partita Iva.

In quell’occasione i dati sensibili degli utenti sarebbero stati resi pubblici, a causa di un malfunzionamento del sito dovuto all’eccezionale afflusso di visite.

Inps online: le segnalazioni degli utenti

Da quel giorno molte segnalazioni di irregolarità sono giunti al Garante della Privacy, che ha raccolto i reclami di:

  • utenti che stavano tentando di accedere a servizi online presenti sul portale dell’INPS, compresi quelli per compilare e inviare individualmente la propria domanda per l’erogazione delle prestazioni previste dal d.l. n. 18/2020;
  • soggetti direttamente coinvolti nelle violazioni dei dati personali, in quanto i propri dati personali sono stati oggetto di accesso da parte di terzi;
  • professionisti delegati dai propri clienti a effettuare operazioni per conto degli stessi;
  • enti e associazioni, in rappresentanza di categorie professionali e utenti.

Le parole del Garante della Privacy

“Svariate segnalazioni di utenti che hanno rilevato la persistenza di dati anagrafici di soggetti terzi […] all’accesso delle procedure dell’Istituto ma si è accertato che tali segnalazioni non erano ascrivibili alla persistenza del problema ma semplicemente al fatto che il browser dell’utente continuava a ripresentare la pagina memorizzata nella sua cache locale. Infatti, è stato sufficiente far fare un refresh della pagina o svuotare la cache che il problema non si è più ripresentato”.

“l malfunzionamento – ha chiarito Inps – si è verificato dal momento dell’apertura della procedura e ha interessato gli utenti cittadino che hanno acceduto con il PIN semplificato e tutte le altre categorie di utenti diverse dal semplice cittadino e dai patronati, indipendentemente dalla tipologia di credenziali [di autenticazione] utilizzate” e che lo stesso si è protratto fino alle ore 11:48 del 2 aprile 2020, momento in cui l’Istituto, dopo essere venuto a conoscenza della violazione, ha provveduto a chiudere “immediatamente il servizio per effettuare gli approfondimenti dovuti e correggere l’anomalia”.

Inps online: i provvedimenti adottati

Pertanto, il Garante della Privacy

  •  ai sensi dell’art. 58, par. 2, lett. e) del Regolamento, ingiunge all’INPS di comunicare, senza ritardo e comunque entro quindici giorni dalla data di ricezione del presente provvedimento, le violazioni dei dati personali in esame a tutti gli interessati coinvolti, nei termini di cui in premessa;
  • richiede all’INPS di comunicare quali iniziative siano state intraprese al fine di dare attuazione a quanto prescritto nel presente provvedimento e di fornire comunque riscontro adeguatamente documentato ai sensi dell’art. 157 del Codice, entro il termine di 20 giorni dalla data della ricezione del presente provvedimento; l’eventuale mancato riscontro può comportare l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria prevista dall’art. 83, paragrafo 5, del Regolamento;
  • ritiene che ricorrano i presupposti di cui all’art. 17 del Regolamento n. 1/2019 concernente le procedure interne aventi rilevanza esterna, finalizzate allo svolgimento dei compiti e all’esercizio dei poteri demandati al Garante.

Ai sensi dell’art. 78 del Regolamento, nonché degli artt. 152 del Codice e 10 del d.lgs. 1° settembre 2011, n. 150, l’Inps può presentare opposizione all’autorità giudiziaria ordinaria.

 

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