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Coronavirus, si sblocca la situazione sullo Stretto: accolte le famiglie

Immagine di repertorio.
Si sblocca la situazione che vedeva un centinaio di persone, tra cui donne incinte e bambini, bloccate allo Stretto di Messina.

A Villa San Giovanni si era creato un blocco di auto, tutte persone che necessitavano di attraversare lo Stretto, tra cui donne incinte e bambini. Già nella notte di ieri sono state imbarcate le prime persone, stamani si procederà con il resto. Qualche ora fa era stato il presidente della Regione Calabria Jole Santelli ad annunciare che si sarebbe sbloccata la situazione al più presto: “Si risolve parzialmente con l’imbarco di donne, alcune in gravidanza, bambini e persone anziane la situazione di Villa San Giovanni. Sono lieta che, dopo un pomeriggio di interventi con il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e il collega della Regione Siciliana, Nello Musumeci, si sia arrivati alla messa in sicurezza delle persone più fragili“.

Il problema sembra essersi risolto definitivamente, in quanto molte famiglie sono già state imbarcate. Gianna, una signora che con il marito, un collega della Costa Crociere, ha raccontato all’ANSA la sua esperienza nella notte appena trascorsa: “È una situazione surreale. Io e mio marito siamo sbarcati dalla nave da crociera Costa Pacifica, dove abbiamo lavorato per sei mesi, e stiamo cercando di raggiungere la nostra casa in Sicilia. La polizia ferroviaria ci ha permesso di partire da Roma con la nostra autocertificazione, ma in Calabria siamo stati bloccati perché la Sicilia è chiusa“.

Hanno trascorso la notte in una saletta della stazione di Villa San Giovanni in uno spazio ristretto, senza alcun rispetto delle distanze di sicurezza o dispositivo di protezione, e hanno chiesto delle coperte alla polizia: “Da ore siamo al freddo, – continua – ammassati in uno spazio ristretto, senza alcun rispetto delle distanze di sicurezza o dispositivo per proteggerci. Hanno chiuso anche i bagni fino a domani mattina. Siamo partiti sani e rischiamo di arrivare ammalati. Noi vogliamo soltanto raggiungere la nostra unica casa, non abbiamo altri posti dove andare”.

Le 13 persone coinvolte sono state denunciate per violazione del decreto che impedisce gli spostamenti sul territorio nazionale.