Università

“Basta con i concorsi malati”: l’appello dei rettori degli atenei italiani

Appello dei rettori italiani sui criteri di selezione dei ricercatori nelle università italiane: necessari merito e trasparenza.

Appello per nuovi criteri di reclutamento dei ricercatori nelle università italiane basati su un sistema di cooptazione trasparente e meritocratico. La patata bollente è stata lanciata dai rettori dell’ Università degli Studi di Milano, Milano-Bicocca e Politecnico al Museo di Storia Naturale, in occasione della presentazione della due giorni di divulgazione scientifica MeetMeTonight, in programma per il 27 e 28 settembre.

Ferruccio Resta, rettore del Politecnico di Milano si è appellato ai concorsi, ammettendo che bisogna abbandonare tale sistema e pensare al valore della scelta senza ipocrisia, “ma con coraggio e responsabilità“.  Cristina Messa, rettore dell’Università di Milano-Bicocca considera il reclutamento attuale come “malato” in quanto vengono utilizzati metodi di selezione atti a evitare mal comportamenti, basati sul numero e non sulle persone, come l’H-index, l’impact factor, calcolando la produzione scientifica secondo algoritmi.

Metodi, questi, tutt’altro che meritocratici. Si pensa invece a riposizionare la figura del ricercatore per fare in modo che le università possano scegliere con nuove e definite modalità di reclutamento, riconoscendo le competenze specifiche.

Cristina Messa non condanna la serietà nella gestione della cooptazione, ma ritiene che debba essere trasparente e resa evidente a tutti. Della stessa idea è anche Elio Franzini, rettore dell’università degli studi di Milano che appoggia l’idea di affrancare i concorsi universitari attuali per la pubblica amministrazione, per creare un nuovo “sistema virtuoso di cooptazione”.