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Professioni Sanitarie, in arrivo 90 master per i laureati

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Si tratta dell'offerta proposta dal Miur per i laureati in Professioni Sanitarie, frutto di un lavoro durato sei anni in collaborazione con ministero della Salute e Osservatorio Nazionale per le professioni sanitarie.

Per gli infermieri e i laureati in Professioni Sanitarie sono in arrivo buone notizie: il Miur ha reso noto un elenco di 90 Master di specializzazione che amplieranno l’attuale offerta disponibile per gli studenti che intendono proseguire con gli studi.

Potrebbero partire già dal prossimo anno a seconda delle decisioni degli atenei in base alla propria offerta formativa per competenze, docenze e necessità del territorio. I master sono destinati alle 22 aree di professioni sanitarie come Fisioterapia, Infermieristica, Logopedia.

Giuseppe Novelli, presidente dell’Osservatorio Nazionale per le Professioni Sanitarie si è detto molto soddisfatto del lavoro compiuto con Miur, Ministero della Salute ma anche università e regioni. “Con questi master i giovani professionisti sanitari potranno acquisire quelle competenze che realmente servono agli ospedali o alle strutture che li assumeranno” dichiara Novelli.

Al centro del progetto stanno le competenze necessarie per una migliore assistenza ai pazienti, con elementi validi che sappiano utilizzare le nuove tecnologie. “Abbiamo individuato master trasversali, per tutti, su competenze come il management. E master interprofessionali, aperti a due o più professioni, iniziative transdisciplinari che vanno oltre i singoli orticelli” continua Novelli.

Si porta così a termine la Legge 43 del 2006, che prevede due tipologie di master di primo livello, uno per le funzioni di coordinamento e l’altro per le funzioni specialistiche, che seguono una laurea triennale. Si tratta di un grande risultato, perché non esistono lauree magistrali per tutte le professioni sanitarie, dato che l’offerta si limita a circa 5 corsi aperti a tutti.

Le tipologie di master sono principalmente tre: trasversali, interprofessionali e specialistici. I master trasversali sono rivolti a tutte o parte delle professioni con contenuti prevalentemente organizzativo-gestionali, didattici e di ricerca. La seconda categoria è quella dei master interprofessionali, i quali saranno rivolti a due o più professioni su tematiche cliniche a forte integrazione interprofessionale. Infine, l’ultima tipologia è quella dei master specialistici, che invece saranno i naturali sviluppi approfonditi di ogni professione.

Toccherà agli atenei decidere se declinare in modalità annuale o biennale i master proposti Alla luce dei dati forniti dall’Osservatorio, gli operatori sanitari che potrebbero accedere ai nuovi master sarebbero più di 680 mila, di cui oltre 430 mila sono infermieri, anche se probabilmente molti di questi operatori si sono già attivati per proseguire gli studi con master soprattutto per il Coordinamento. Per quanto riguarda i posti disponibili, calcolando che di solito sono circa 25 per ogni corso, il totale minimo potrebbe aggirarsi attorno ai 2.250 posti.

Di certo si tratterebbe di un miglioramento per quanto riguarda l’offerta formativa dell’area sanitaria, dato che ad oggi i posti nei corsi di laurea magistrale sono solo un decimo rispetto a quelli dei corsi triennali. E un perfezionamento delle competenze è necessario per le assunzioni: per intenderci, in futuro l’ecografia cardiaca sarà effettuata da un tecnico specializzato attraverso uno di questi master a cui potranno accedere soltanto due laureati triennali: tecnici della fisiopatologia cardiocircolatoria e tecnici di radiologia. “

Ai fini dell’assunzione in un concorso è sufficiente il master di primo livello” dichiara Novelli, il quale conclude dicendo che l’osservazione sarà continua e “nel caso in cui un master non abbia avuto iscritti vuol dire che non è attrattivo e occorre riflettere”.

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