Catania

Catania, Fontanarossa: la storia del primo aeroporto del Mezzogiorno

Credit: delcampe.net
Un'aerostazione il cui traffico è in continua espansione e che l'anno passato ha raggiunto la cifra record di 9 milioni di passeggeri. Stiamo parlando del Vincenzo Bellini di Catania. Ripercorriamo le tappe che l'hanno reso il principale aeroporto del Sud Italia.

Risale addirittura al 1912 il volo del primo aereo dalla città etnea, ertosi da quello che era l’aeroporto militare intitolato ad Ignazio Lanza di Trabia: una sola pista in terreno argilloso, tre capanni che facevano da comando e alloggio per i pochissimi avieri dell’epoca  e due hangar dedicati ai velivoli.

L’aerostazione civile viene ufficialmente inaugurata, dall’allora presidente del Consiglio Benito Mussolini, l’11 maggio 1924: l’aeroporto di Catania è il primo nell’Isola.

Durante la seconda guerra mondiale, ovviamente, il sito torna ad avere scopi puramente militari. L’aeroporto di Fontanarossa registra grossi danni, venendo quasi distrutto dai bombardamenti che precedono l’occupazione di Catania da parte degli Alleati.

Finito il conflitto mondiale l’aeroporto torna ad essere utilizzato per il traffico civile. Il 5 maggio 1947 atterra il volo inaugurale delle Linee Aeree Italiane Internazionali (che poi prenderanno il nome di Alitalia) proveniente da Torino. Alle fine degli anni quaranta il governo De Gasperi stanzia fondi per la costruzione di un’aerostazione più grande, che una volta realizzata viene dedicata all’illustre meteorologo catanese Filippo Eredia ed inaugurata dal ministro Mario Scelba nel 1950. Tuttavia il traffico passeggeri negli anni cinquanta, stenta a decollare letteralmente.

È negli anni Sessanta che si ha un incremento considerevole dei viaggiatori superando, nel 1966, quota 260 mila passeggeri. A questo punto l’infrastruttura è nuovamente inadeguata e la pista troppo corta per i velivoli che sono sempre più grandi e veloci.

Credit: delcampe.net

La nuova aerostazione con torre di controllo, scalo merci, caserma dei vigili del fuoco e dotata di una pista allungata – su progetto dell’architetto Manfredi Nicoletti –  viene realizzata durante gli anni Settanta ed inaugurata il 5 agosto 1981. Ben presto, però, anche questo nuovo impianto con capacità di 800 mila passeggeri annui, risulta poco adatto ai nuovi sorprendenti tassi di crescita del traffico aereo.

All’inizio del nuovo millennio, quindi, viene adibita tutta la vecchia struttura alle sole partenze realizzando un piccolo terminal arrivi a fianco. In seguito ad importanti lavori di riqualifica e ridimensionamento, il 5 maggio 2007 l’aerostazione viene intitolata a Vincenzo Bellini: una scelta che ha fatto decisamente discutere, in quanto molti volevano che l’aeroporto fosse intitolato ad Angelo D’Arrigo, aviatore catanese, ricordato per numerosi record del mondo tra i quali il volo sopra l’Everest in deltaplano.

Oggi l’aeroporto di Catania presenta un terminal di quasi  45 mila metri quadrati (di cui oltre 20 mila a disposizione del pubblico), articolato su due livelli (arrivi e partenze), con 6 pontili d’imbarco (loading bridges), 20 gate d’imbarco ed una torre alta circa 30 metri (destinata ad accogliere uffici ed un ristorante panoramico) ed un piazzale di sosta di circa 180 mila metri quadrati con una capacità di 26 aeromobili in configurazione standard. Tale struttura può assorbire un traffico annuo di circa 6,5 milioni di passeggeri.

Il 22 dicembre 2017 è stata raggiunta la cifra – record per lo scalo – di 9 milioni di passeggeri: è chiaro che un tasso di crescita costante, come quello di Fontanarossa impone investimenti funzionali sia in air side che in land side. Si tratta anche di miglioramenti infrastrutturali che abbiano come obiettivo la mobilità degli utenti da e per l’aeroporto più grande della Sicilia e che, per garantire l’intermodalità (bus, treno, metro, nave), coinvolgeranno necessariamente altri importanti attori istituzionali.

I prossimi interventi riguarderanno la creazione di due nuovi terminal, il B ed il C. Il primo verrà realizzato nella vecchia aerostazione Morandi con la rimessa in esercizio di quest’ultima entro il 2020. L’ala abbandonata dal 2007 sarà adibita a tutti i controlli di sicurezza. Il terminal C invece  verrà realizzato nel terminal Norma e presto diventerà la struttura dedicata alle partenze dell’area Schengen.

Infine, per quanto concerne i collegamenti ferroviari a servizio dello scalo etneo, è prevista una fermata Fontanarossa provvisoria – nei pressi della rotonda della Guardia Costiera  – entro il 2020. La metropolitana invece raggiungerà l’aeroporto nel 2023.

A proposito dell'autore

Edward Agrippino Margarone

Edward Agrippino Margarone nasce nell'estate di Italia '90. Cresce a Mineo dove due grandi passioni cominciano a stregarlo: la Musica e lo Sport (in particolare il calcio). In pianta stabile a Catania, il suo nome è sinonimo di concerto: se andate a un live, con ogni probabilità, lo trovate lì da qualche parte. Giornalista e laureato in Ingegneria delle Telecomunicazioni, coordina la redazione di LiveUnict.