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Diatriba arancino/a: arrivano nuovi sviluppi risalenti al 1800

Una diatriba che sembra non trovare il giusto epilogo. Ancora oggi, nonostante le tantissime ricerche e gli studi effettuati dall’Accademia della Crusca, non si è arrivati a un punto preciso: si dice arancino o arancina?

Diverse testimonianze storiche avevano riportato il fatto che il termine arancinu fosse già presente nei dizionari del 1857.  A ritornare alla ribalda, sono le dichiarazioni dello scrittore Marco Blanco nel suo ultimo libro “I quaderni di Archestrato Calcentero – Divagazioni archeogastronomiche in terra di Sicilia” (Bonfirraro editore).

Il libro ripercorre diversi aneddoti e ricette siciliane e riprende, per l’appunto, il caso arancinu/arancina. Pare, infatti, che nel Monastero dei Benedettini l’autore scopra in un libro di vivande dei padri cassinesi una della più importanti testimonianze enogastronomiche: Un “pizzino” che antedata almeno all’inizio dell’Ottocento l’uso del termine “arancinu/arancina” in riferimento alla polpetta di riso salata (servita in questo caso con una farcitura di lardo e uova). Facile constatare che anche allora la questione non era risolta e che non si sia limitata ad apparire negli ultimi decenni.

Come afferma anche l’Accademia della Crusca, non ha importanza se si dice arancinu o arancina, l’importante è gustarseli!