Alza la voce Attualità

Studente Erasmus a Parigi: “Racconto la mia esperienza, l’Ateneo non si è degnato di contattarci”

attacchi a Parigi

Dopo la denuncia della studentessa Erasmus a Parigi, per la rubrica Alza la voce arriva la segnalazione da parte di un altro studente dell’Università di Catania che si trova in Francia. Rammaricato per il totale disinteresse da parte dell’Ateneo nei confronti degli studenti all’estero, racconta così la sua esperienza:



“Eravamo in un ristorante libanese quando abbiamo saputo dei primi spari vicino a Republique, ho aperto Facebook e c’erano notizie agghiaccianti su quello che stava succedendo e noi eravamo tranquilli in questo ristorante, ci è sembrato irreale… Decidiamo subito di prendere un taxi e tornare a casa, passano 40 minuti e nessuna notizia di un taxi solo ambulanze e macchine della polizia in continuazione.

Ci spostiamo per vedere se riusciamo a prendere un taxi e chiediamo in un ristorante vicino il centro Pompidou ma ci dicono che qualcuno mezzo di trasporto è bloccato e che la cosa più sicura al momento è rimanere dentro il ristorante finché la situazione non si calmi. Stiamo dentro il ristorante per un’oretta dopo un po’ riceviamo notizie che ci sono stati sparatorie a Les halles, vicinissimo a noi, iniziano a chiudere le porte e spegnere le luci. Rimaniamo al buio per un bel po’ e tutto sembra incredibile, siamo davvero spaventati. Vediamo che la gente inizia ad uscire dal locale e c’è gente per strada allora chiediamo ad un ragazzo dentro il locale cosa fare perché non abbiamo idea di cosa fare.

Ci mette in contatto con amici di amici e andiamo a casa di questa ragazza che era a due minuti da dove ci trovavamo. I residenti a Parigi centro iniziano ad ospitare sconosciuti perché le strade non sono sicure. Ci ritroviamo a casa di questa ragazza gentilissima e ci mostra il telegiornale.

Siamo scioccati dalle immagini perché fino a quel momento avevamo solo sentito o letto notizie. Si fanno le 4:30 e decidiamo tornare a casa, forse non la decisione più saggia… Alle 5 siamo finalmente a casa e tutto cioè che abbiamo passato ci sembra irreale, assurdo”.



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