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CATANIA – Violenza sulle donne: presentata l’app per contrastare il fenomeno

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Presentata giorno 30 Giugno 2015 nella sala consiliare di Palazzo degli Elefanti, a Catania, l’app gratuita contro la violenza sulle donne ideata da Soroptimist, organizzazione internazionale che opera a favore dei diritti delle donne.

La violenza sulle donne è un piaga della nostra società che rischia di essere sempre più diffusa e diventa sempre più difficile, dunque, contrastarla. Parlare di violenza di genere sembra assurdo in una società come quella odierna che si proclama evoluta, ma che non riesce a esserlo in toto. La violenza sulle donne è un fenomeno complesso, in cui a incidere sono non solo una violenza fisica  e psichica, dunque un soggetto agente crudele e subdolo ma anche una mentalità maschilista radicata nel tempo, difficile da estirpare: elementi che spesso rendono la vittima talmente fragile da riuscire ad annientarla psicologicamente e fisicamente.

Un metodo moderno e per questo veloce e pratico da utilizzare quello presentato a Catania: si tratta di un’app denominata S.H.A.W (Soroptimist Help Application for Women ideata da Soroptimist, organizzazione internazionale che opera a favore dei diritti delle donne.

Hanno partecipato alla conferenza stampa il sindaco Enzo Bianco e il rettore dell’Università di Catania Giacomo Pignataro, che hanno patrocinato il progetto, l’assessore alle Pari Opportunità Valentina Scialfa e, per il Soroptimist club Catania, la presidente Licia Aresco, la coordinatrice del progetto Maria Silvia Monterosso e Rina Florulli. Nel corso dell’incontro è stato consegnato il  Premio Soroptimist d’Italia 2015 a Maria Andaloro per l’iniziativa Posto Occupato, iniziativa di sensibilizzazione partita dalla sua città natale Rometta, in provincia di Messina, e diffusasi presto oltre l’Italia. Il progetto prevede di occupare un posto in manifestazioni pubbliche “con un paio di scarpe rosse, un mazzo di chiavi, una borsa, a testimonianza di un delitto”.  
Sono intervenuti, inoltre, durante la presentazione, il procuratore aggiunto Marisa Scavo, Antonella Grassi per il Provveditorato, Giovanna Crisafulli per Federfarma (che sostiene il progetto e lo promuoverà nelle farmacie), il vicecomandante della Polizia municipale Stefano Sorbino, rappresentanti della Prefettura, delle forze dell’ordine, del mondo dell’Università -come Graziella Priulla, della Sanità e  dell’associazionismo fra cui Carmen Bosco di Thamaia.

L’app è tradotta in 12 lingue e contiene una serie di numeri di emergenza che permettono una localizzazione immediata: numeri come il 112 e il 1522, snodo operativo delle attività di contrasto alla violenza di genere e stalking istituito dal Dipartimento per le Pari Opportunità e accessibile da tutto il territorio nazionale 24 ore su 24, nelle lingue italiano, inglese, francese, spagnolo, russo e arabo.

L’ app contiene anche una sezione dedicata ai centri antiviolenza accredidati su tutto il territorio italiano e una in cui sono sintetizzati i principali aspetti legislativi relativi ai reati di violenza e stalking, oltre ai percorsi di Codice Rosa presenti in alcune aziende ospedaliere. Indicazioni esaustive e complete che permettono una tutela maggiore e una consapevolezza e conoscenza delle leggi che si occupano direttamente del fenomeno.

Così il sindaco Bianco definisce l’app: “Uno strumento moderno che potrà incidere su un problema complesso e delicato, amplificato anche da resistenze culturali da abbattere, a partire dal muro di omertà che spesso circonda i casi di violenza. Dobbiamo quindi promuovere una nuova cultura: non sarà facile, ma tutti insieme, istituzioni, associazioni, scuola, famiglie, ci riusciremo”.

Il rettore dell’Università di Catania Pignataro ha espresso parole lodevoli nei confronti dell’iniziativa, evidenziando l’impegno dell’Università nella realizzazione di progetti che servano a contrastare la violenza sulle donne.

“Ringrazio Soroptimist – ha sottolineato Valentina Scialfa – per questo progetto innovativo e di grandissimo utilizzo, che pubblicizzeremo nelle scuole, anche perché in linea con un più ampio ventaglio di iniziative a favore dei diritti delle donne che il Comune di Catania e l’assessorato alle Pari Opportunità stanno portando avanti, non ultima la collaborazione con il Coni definita pochi giorni fa a Roma per adibire appositi spazi pubblicitari, all’interno di impianti sportivi cittadini, a messaggi che riguardano la lotta a ogni tipo di violenza”

Ancora Lucia Aresco, ribadisce: “Un’iniziativa pensata dalle donne per le donne e che per la sua importanza è già stata presentata nella sede dell’Unione Europea a Roma e alla Camera dei Deputati. Quello che vogliamo è creare una rete di uomini e donne che si oppongono alla violenza, in particolare alla violenza di genere”.

Come sottolinea lo stesso procuratore Marisa Scavo, questo è un fenomeno soprattutto culturale, sarà pertanto difficile estirparlo, come lo è stato in tutti questi lunghissimi anni, sarà difficile far comprendere a tutte le donne di avere fiducia nella giustizia, di avere fiducia in un sistema giudiziario che deve tutelare tutti i cittadini, far comprendere loro l’importanza di chiedere la tutela dei propri diritti, perché la vita, la dignità sono doni preziosi e non è possibile concederli nelle mani brute di un uomo che non è degno di esser chiamato tale, né di appartenere al genere umano.

Ed infine, l’appello di Maria Silvia Monterosso: “aiutateci a diffondere l’iniziativa il più possibile e a scalfire quel muro di silenzio dietro cui la stragrande maggioranza delle donne in difficoltà tende a nascondersi, per aiutarle concretamente”.

 

 

 

A proposito dell'autore

Rita Vivera

Rita Vivera nata a Comiso (RG) il 17/06/1990, attualmente studia Giurisprudenza presso l'Ateneo di Catania. Determinata a perseguire i suoi obiettivi, tra lo studio di un diritto e un altro, ama scrivere in particolare di attualità, di politica e di musica.

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