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La migliore dieta contro il cancro? Quella Mediterranea

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Nutrizione e salute ormai sono diventati inscindibili. “Siamo ciò che mangiamo” asseriva il filosofo Feuerbach. Ciò che il cibo influenza non è solo il fisico ma anche la coscienza e il modo di pensare.

Qualsiasi cibo ingerito attraverso la bocca, l’organismo lo utilizza per costruire se stesso. Dalla qualità e dalla purezza delle sostanze ingerite dipende il nostro benessere fisico, mentale, emozionale e spirituale. Questa è una parte essenziale per comprendere il meccanismo e la manifestazione delle malattie nella parte più debole dell’organismo. In genere si fa sempre poca attenzione a ciò che viene ingerito. Se una sostanza è compatibile con la nostra natura l’organismo la assimilerà senza fatica e ne trarrà beneficio, ma se quella sostanza è incompatibile con il nostro corpo questo resterà inquinato, faticherà per neutralizzarne gli effetti negativi e perderà energia e forza vitale. Quando il nostro organismo non è più in grado di eliminare le tossine introdotte e accumulate si manifesta la malattia.

Da tempo ormai erano circolate voci riguardo una tesi del Dott. Veronesi, direttore scientifico dell’Istituto europeo di oncologia.

«La carne è cancerogena Tutte le persone che consumano prodotti animali si espongono ad un rischio maggiore di contrarre diversi tipi di patologie. Corrono mediamente il 30% di rischio in più di contrarre vari tipi di tumori, come quello al seno, al colon, alla prostata, al pancreas, alla vescica e ai polmoni».

Sebbene molti sono concordi con questa tesi, il dott. Veronesi ne ha preso le distanze, affermando che non ha mai detto una simili affermazione, semmai ha solo elencato nel suo libro, “Verso la dieta vegetariana” , i benefici di questo stile di vita. E allora qual è la dieta più appropriata da seguire senza correre rischi?

Da Catania arrivano nuove conferme: nella dieta mediterranea possiamo trovare preziosi alleati per prevenire l’insorgenza dei tumori vengono da uno studio epidemiologico molecolare sulle donne dell’area metropolitana catanese. Condotta da una equipe di ricercatori del dipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e Tecnologie avanzate “Gian Filippo Ingrassia” (Area Igiene e Sanità Pubblica) dell’Università di Catania, la ricerca ha l’obiettivo di dimostrare come un profilo dietetico sano e ricco di folati possa contrastare gli effetti dannosi degli inquinanti atmosferici e di stili di vita scorretti.

«I risultati dello studio – spiega la responsabile del progetto di ricerca Antonella Agodi, professore associato di Igiene generale e applicata – ci consentiranno di individuare specifici target di popolazione per gli interventi di prevenzione, una sorta di “bio-banca” di campioni biologici ben caratterizzati dal punto di vista epidemiologico al fine di effettuare nuovi passi avanti nella ricerca sui tumori femminili». Secondo i ricercatori, i folati, vere e proprie “vitamine per la vita”, potrebbero avere in particolare un ruolo centrale nella prevenzione del cervico-carcinoma. Modificando la storia naturale dell’infezione da HPV (Papilloma virus), l’assunzione dei folati ridurrebbe il rischio di infezione nelle donne non infette, o aumenterebbe la rapidità di guarigione naturale in quelle infette, oppure ancora, ridurrebbe il rischio di trasformazione neoplastica delle cellule dell’epitelio infetto.

La ricerca viene presentata in anteprima dalla professoressa Agodi e dalle ricercatrici Martina Barchitta e Annalisa Quattrocchi nella terza delle quattro puntate de #IRicercati, il format d’informazione di Zammù TV (la web tv dell’Ateneo) dal titolo “I folati per la vita”.

Ovviamente è impossibile al momento trovare una cura a questo male, ma è anche importante saper riconoscere la cause scatenanti, cercando di prevenire ognuno a suo modo.