Enrico Garozzo, classe ’89, schermidore specialista nella disciplina della spada. Tanti successi in ambito internazionale come l’oro individuale ai campionati del mondo giovani Acireale 2008 e la medaglia di bronzo ai mondiali di Kazan 2014.
Come hai iniziato a praticare la scherma, in particolar modo la disciplina della spada?
La tua recente vittoria con il bronzo al mondiale di Kazan ha sicuramente dato una svolta alla tua carriera sportiva. Come è stata questa esperienza?
<< È stata la conferma di aver preso delle decisioni corrette e che il duro lavoro paga sempre. Nell’ultimo periodo mi sentivo sempre più pronto a raggiungere un obiettivo come questo, e dopo la delusione del brutto Europeo di Strasburgo avevo una grandissima voglia di rivincita e di riconfermarmi, come avevo fatto per tutta la stagione, tra i primissimi a livello mondiale. Adesso viene il bello, ma allo stesso tempo la parte più difficile. Quella di dimostrare di poter restare in alto. Ma a me le sfide piacciono!!!!!>>.
C’eri già andato vicino due volte, stavolta te la sei presa. Durante la gara hai pensato alle occasioni perse in passato?
<< Finalmente è arrivata la medaglia a un Mondiale Assoluto!!!!!! E non voglio che sia un punto di arrivo, deve essere un punto di partenza. Mi sentivo mentalmente pronto, come dicevo già da inizio stagione. Ho imparato molto dagli errori fatti in passato e voglio continuare a migliorarmi. Qui, a questi livelli, servono i dettagli per vincere, e voglio continuare a limarli. Il mio maestro ne ha individuati dal punto di vista tecnico, il mio preparatore dal punto di vista atletico e io alcuni aspetti di atteggiamento>>.
<< Il momento più bello e’ stato durante l’assalto per la medaglia, dove mi rendevo conto che ormai non mi sarebbe più sfuggita. Ho assaporato secondo per secondo di quei minuti. Sono sensazioni che solo chi fa sport più capire e apprezzare. La concentrazione e’ una parte fondamentale per un atleta, e credo che l’esperienza aiuti molto. Bisogna trovare la giusta maturità e credo che quest’anno io sia cresciuto molto come persona, e di conseguenza come atleta>>.
Cosa hai provato quando hai scoperto che l’assalto per la medaglia l’avresti tirato contro l’estone Priinits e non contro Fabian Kauter?
Come è stato tornare a casa, ad Acireale, con una medaglia di bronzo? Pensi che questo risultato possa darti maggiore convinzione per la prossima stagione?
Qual è stata la sfida sportiva, oltre il mondiale di Kazan, che nella tua giovane carriera ti ha dato di più anche a livello emotivo?
<< E’ stato sicuramente il Campionato del mondo juniores vinto in casa, ad Acireale nel 2008. Ricordo ancora oggi ogni minimo dettaglio della preparazione a quella gara, le varie difficoltà emotive che mi si presentavano quotidianamente per le aspettative di chi mi stava attorno. Ma vincere davanti a chi mi vuole davvero bene, e a pochi passi da casa, e ricevere l’abbraccio degli amici di una vita non appena messa a segno l’ultima stoccata, e’ una cosa che mi resterà dentro per sempre>>.
Hai avuto o hai tutt’oggi qualche atleta di riferimento?
<< Un modello di riferimento credo che ogni atleta debba averlo .Una persona a cui “rubare” i segreti del mestiere. Io ho avuto la fortuna di aver avuto come chioccia un atleta fortissimo come Diego Confalonieri. Gli devo molto, e gliene sarò sempre riconoscente>>.
Nella gara a squadre siete usciti ai quarti di finale. Cosa non ha funzionato?
<< Siamo una squadra che attualmente non è la più forte al mondo, ma tra le migliori. E nel corso della stagione lo abbiamo dimostrato vincendo anche una gara. Il quarto di finale con la Francia e’ stato un assalto molto tirato quasi fino alla fine. Poi qualcosa non ha funzionato, per colpa nostra, come avrebbe dovuto. Siamo ancora un gradino sotto la Francia, quindi perdere con loro ci sta. Ma guardando il lato positivo ognuno sta imparando a svolgere il proprio ruolo all’interno della squadra. Io e Paolo Pizzo abbiamo il compito di fare crescere i due più piccoli che saranno sempre più pronti per questi palcoscenici. La qualificazione sta per iniziare e noi saremo pronti>>.
<< Come ho detto prima, noi saremo prontissimi per quella data. Abbiamo iniziato a lavorare con quell’obbiettivo in testa da due anni a questa parte. Ora, finite le vacanze, torneremo più vogliosi di prima a colmare il gap che ci divide ancora dalla Francia>>.
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