Questa Procura Distrettuale della Repubblica ha delegato la Polizia di Stato per l’esecuzione di una misura cautelare custodiale, emessa in data 20 aprile 2026 dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale a carico di un uomo di 22 anni, in quanto gravemente indiziato della commissione dei reati di porto e illegale detenzione in luogo pubblico di arma e lesioni personali aggravate.
Le indagini, coordinate da questo Ufficio e avviate tempestivamente dagli investigatori della Squadra Mobile di Catania (Sezione Reati contro la Persona), hanno permesso di acquisire elementi che dimostrerebbero come l’indagato — nipote del capo di una nota famiglia mafiosa — sarebbe l’autore del ferimento ai danni di un cittadino catanese, attinto da un colpo di arma da fuoco alla gamba il 10 febbraio 2026, dinanzi a una barberia nel quartiere San Cristoforo.
Le investigazioni hanno tratto origine dalla segnalazione dei sanitari dell’ospedale presso cui si era presentato il ferito. Quest’ultimo, sottoposto alla misura degli arresti domiciliari con permesso lavorativo presso il salone da barba, aveva riportato una frattura della tibia giudicata guaribile in 30 giorni.
A conclusione delle indagini, basate sull’analisi di videoriprese, sul sequestro dello scooter dell’indagato abbandonato sul luogo dell’agguato, su attività di intercettazione e sul comportamento del giovane (inizialmente resosi irreperibile), sono emersi gravi indizi di reato a suo carico. Nel corso delle investigazioni è emerso, altresì, che il reale destinatario dell’azione delittuosa fosse un altro soggetto che frequentava la barberia.
Dopo l’espletamento delle formalità di rito, l’uomo è stato tradotto presso la Casa circondariale di Piazza Lanza, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Si ribadisce che per l’indagato vige la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.











