Scatta da mercoledì 15 aprile, una nuova ondata di aumenti per i tabacchi lavorati. Il rincaro, previsto dalla Legge di Bilancio, colpirà sigarette, sigari e tabacco trinciato, con incrementi che per alcuni brand come John Player Special, Gauloises e West toccheranno i 30 centesimi a pacchetto.
Secondo quanto rilevato da Assoutenti, non si tratta di un episodio isolato poiché la manovra ha stabilito un percorso di aumenti progressivi delle accise che si estenderà per tutto il triennio 2026-2028. L’obiettivo dichiarato è quello di disincentivare il consumo e rimpinguare contemporaneamente le casse dello Stato.
L’impatto fiscale varierà in base alla tipologia di prodotto. Per quanto riguarda le sigarette, l’accisa passerà dai 29,50 euro del 2025 ai 32 euro del 2026, per poi salire gradualmente fino a raggiungere i 38,50 euro nel 2028. Anche i sigaretti subiranno un balzo significativo, con l’importo minimo che salirà a 47 euro al chilogrammo già nel 2026. Il tabacco trinciato a taglio fino, spesso usato per il “fai-da-te”, vedrà un aumento della tassazione che passerà da 148,50 euro a 161,50 euro al chilogrammo.
La stretta colpisce duramente anche le sigarette elettroniche e i prodotti a tabacco riscaldato. Per i liquidi contenenti nicotina, la tassazione è fissata al 18% per l’anno in corso, ma è destinata a toccare il 22% nel 2028. Per i prodotti senza nicotina, invece, la percentuale salirà dal 13% attuale fino al 17% nell’arco del prossimo biennio.
Il Governo stima che questa manovra garantirà un maggiore gettito di 1,47 miliardi di euro nel triennio, fondi che si sommeranno ai circa 15 miliardi che il settore versa ogni anno all’erario. Il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, ha espresso l’auspicio che parte di queste entrate extra siano destinate al potenziamento delle misure contro i danni da fumo e alla prevenzione, con un occhio di riguardo alla tutela dei più giovani.











