“Liberi di scegliere”, la legge regionale antimafia nata con l’obiettivo di offrire a minori, giovani e nuclei familiari intrappolati in contesti di criminalità organizzata una reale alternativa di vita lontano dall’illegalità. La norma punta a scardinare i condizionamenti mafiosi fornendo supporto concreto a chi decide di fuoriuscire dai circuiti criminali.
Risorse e potenziamento
Il presidente della Regione, Renato Schifani, ha annunciato un imminente rafforzamento finanziario della misura: «Con le prossime variazioni di bilancio – ha spiegato il governatore – destineremo risorse aggiuntive per dare a questa legge la forza che merita. Mi auguro che questa esperienza possa diventare un modello di riferimento per l’intero Paese».
A confermare il valore della legge è intervenuto anche il presidente del Tribunale per i minorenni di Catania, Roberto Di Bella. Il magistrato ha espresso profonda soddisfazione per il fatto che proprio in Sicilia, terra storicamente colpita dal fenomeno mafioso, sia l’istituzione regionale stessa a farsi promotrice di percorsi di prevenzione e riscatto, definendo l’iniziativa come la creazione di veri e propri “anticorpi” sociali.
La fase operativa
Per massimizzare l’efficacia della legge, la presidenza della Regione ha istituito una cabina di regia dedicata. Questo organismo avrà il compito di:
-
Promuovere azioni rapide e sinergiche tra le varie istituzioni coinvolte.
-
Individuare criteri rigorosi per l’erogazione dei fondi.
-
Gestire una pianificazione pluriennale degli interventi.
Al momento, la dotazione finanziaria ammonta a circa 3 milioni di euro, fondi destinati a sostenere i percorsi di reinserimento e legalità per i giovani siciliani.










