Cresce l’attesa per la messa in onda di “Franco Battiato. Il lungo viaggio”, il film evento che, dopo il trionfo nelle sale cinematografiche (il 2 3 e 4 febbraio come evento speciale) approda in prima serata su Rai 1 e RaiPlay domenica 1 marzo. Non si tratta di un semplice documentario, ma di un’opera narrativa in un racconto intimo e visionario e approfondire quella ricerca di un “centro di gravità permanente” come l’omonima canzone.
Un Cast d’Eccezione per un Compito Difficile
Il compito arduo di interpretare il Maestro Battiato è stato affidato a Dario Aita, sotto la sapiente regia di Renato De Maria. Aita ha scelto la via del rispetto e della sottrazione, evitando la macchietta per restituire invece l’ironia, la timidezza e la profondità filosofica di Battiato.
Cosa aspettarsi dal film
Il biopic, scritto da Lara Mettas, ripercorre le tappe fondamentali di una carriera che ha sfidato ogni logica di mercato:
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Gli esordi sperimentali: Le coraggiose derive elettroniche e le urla di Pollution.
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L’esplosione Pop: Il 1981, l’anno de La voce del padrone, il primo album italiano a superare il milione di copie vendute.
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La ricerca spirituale: Il cinema, l’opera lirica e lo studio dei mistici, che hanno trasformato le sue canzoni in preghiere laiche.
Perché vederlo
Questo film, prodotto da Rai Fiction e Casta Diva Group, si può definire come un invito all’ascolto. Ci ricorda che Battiato è stato un “alieno” che ci ha insegnato a guardare oltre l’orizzonte, mescolando citazioni colte e ritmi ballabili, attirando tantissime generazioni di ascoltatori, comprese quelle attuali.













