La Sicilia scommette sul digitale per fermare la fuga dei cervelli e attrarre talenti. La Giunta regionale, guidata dal presidente Renato Schifani, ha dato il via libera definitivo allo schema di decreto che attiva il piano di incentivi per il Lavoro Agile (South Working). Con un plafond di 18 milioni di euro annui per il triennio 2026-2028, la misura punta a trasformare l’isola in un hub per i professionisti del futuro.
l South Working è un fenomeno sociale e lavorativo nato (e accelerato durante la pandemia) che vede lavoratori dipendenti o freelance spostare la propria base operativa dal Nord Italia (o dall’estero) verso le regioni del Sud Italia, mantenendo però il proprio impiego presso aziende con sede legale e operativa altrove. Ne avevamo parlato approfonditamente con un articolo del giornalista Domenico La Magna.
Non è solo “lavoro da casa”, ma una vera e propria filosofia di riequilibrio territoriale.
1. Come funziona nella pratica?
A differenza dello smart working tradizionale (che può essere svolto ovunque, spesso nella stessa città dell’ufficio), il South Working implica un trasferimento geografico a lungo termine.
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Il professionista: continua a lavorare per la grande azienda di Milano, Londra o Parigi, ma lo fa da una città , un borgo o una zona costiera del Mezzogiorno.
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L’azienda: non deve necessariamente aprire una filiale al Sud, ma concede al dipendente la flessibilità totale di operare da remoto.
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Il territorio: il lavoratore spende il proprio stipendio (spesso parametrato al costo della vita delle grandi metropoli) nell’economia locale del Sud.
Un incentivo da 30 mila euro a lavoratore
Il cuore del provvedimento è un contributo a fondo perduto destinato alle imprese che scelgono di assumere residenti in Sicilia o stabilizzare contratti esistenti, a patto che la prestazione venga svolta in modalità smart working dal territorio regionale.
Il bonus non è un contributo “una tantum”, ma un sostegno strutturale:
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Importo totale: 30.000 € per ogni lavoratore.
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Erogazione: il contributo viene spalmato su 5 anni.
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Quota annuale: 6.000 € erogati ogni dodici mesi per ciascun dipendente.
Chi può richiedere il bonus?
L’agevolazione è rivolta a una vasta platea di datori di lavoro. Possono accedere ai fondi le imprese che hanno un’unità produttiva nel territorio dell’Unione Europea (o in Stati extra UE, secondo specifici requisiti) e che, nel periodo 2026-2028, effettuino:
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Nuove assunzioni a tempo indeterminato.
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Trasformazioni di contratti da tempo determinato a indeterminato.
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Rientro dei cervelli: agevolazioni specifiche per chi decide di tornare a vivere in Sicilia mantenendo un contratto con aziende “oltre Stretto”.
I vincoli: stabilità e residenza
Per evitare che la misura si trasformi in un incentivo passeggero, il decreto impone vincoli rigidi:
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Mantenimento del posto: l’impresa deve garantire il rapporto di lavoro per almeno 5 anni.
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Sede della prestazione: il lavoratore deve essere residente in Sicilia e svolgere l’attività esclusivamente in modalità agile dall’isola.
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Modalità a sportello: le domande saranno gestite dall’Irfis (l’istituto finanziario della Regione) e i fondi verranno assegnati in base all’ordine cronologico di presentazione fino a esaurimento del plafond annuale di 18 milioni.
L’impatto economico: oltre il sussidio
“Il mio governo è impegnato a valorizzare la nostra forza lavoro perché i giovani non lascino la regione” ha dichiarato il presidente Schifani. L’obiettivo è duplice: da un lato abbattere il costo del lavoro per le imprese, rendendo conveniente assumere in Sicilia; dall’altro generare un indotto economico locale.
Un lavoratore che resta in Sicilia consuma, investe e vive nel territorio, contribuendo al PIL regionale anche se la sua azienda ha sede a Milano, Berlino o Parigi.
Sintesi del Provvedimento 2026-2028
| Caratteristica | Dettaglio |
| Budget Totale | 54 Milioni di Euro |
| Budget Annuo | 18 Milioni di Euro |
| Bonus per lavoratore | 30.000 € (6.000 €/anno) |
| Tipo di contratto | Tempo indeterminato |
| Ente Gestore | IRFIS Sicilia |
Il comunicato dell’IRFIS
Pronta a partire una misura in grado di favorire nuove assunzioni di lavoro nell’isola in modalità agile. La giunta regionale ha approvato la costituzione di un plafond di 18 milioni annui per ciascuno dei prossimi tre anni destinato alla concessione di contributi a fondo perduto alle imprese che nel triennio 2026-2028 fanno nuove assunzioni di lavoratori subordinati a tempo indeterminato nella regione per un periodo minimo di cinque anni esclusivamente in modalità agile. Questo è quanto prevede lo schema del decreto attuativo della legge regionale sugli incentivi a sostegno del lavoro agile – South working apprezzato dalla giunta regionale su proposta del presidente della Regione Renato Schifani nella qualità di assessore al Lavoro e politiche sociali ad interim, d’intesa con l’assessore regionale all’Economia.
«Il mio governo è impegnato a valorizzare la nostra forza lavoro perché i giovani non lascino la regione – dice il presidente Schifani – questa misura, che sarà gestita dall’Irfis per l’erogazione dei contributi a fondo perduto, punta ad aiutare le imprese ad assumere con modalità di lavoro agile e a tempo indeterminato, andando anche incontro alle esigenze dei lavoratori che devono conciliare esigenze di vita e lavoro».
Lo schema di decreto approvato prevede la creazione di un plafond di 18 milioni per ciascun anno, per i successivi tre esercizi finanziari 2026-2027-2028, da destinare alle imprese che assumono lavoratori subordinati a tempo indeterminato o effettuano trasformazioni dei rapporti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, i cui contratti di lavoro o accordi tra le parti prevedano che la prestazione di lavoro si svolga nella regione per un periodo minimo di cinque anni e sottoforma di lavoro agile.
A beneficiare del contributo a fondo perduto di 30 mila euro per ciascun lavoratore residente in Sicilia occupato a tempo indeterminato in modalità agile saranno le imprese attive che hanno un’unità produttiva nel territorio dell’Ue o in uno stato extra Ue; il contributo verrà erogato nel corso del quinquennio nella misura di 6 mila euro per ciascun anno.
Le modalità e i termini di presentazione delle istanze saranno contenuti negli Avvisi predisposti e pubblicati da Irfis tramite l’apposita piattaforma informatica. Il contributo verrà concesso a sportello, sino ad esaurimento del plafond.













