Il presidente del Catania, Rosario Pelligra, ha commentato ufficialmente la decisione delle autorità di vietare la trasferta ai residenti in Sicilia per il match contro il Benevento. Le sue parole riflettono amarezza ma anche un forte senso di protezione verso la piazza catanese.
Il sostegno negato
Pelligra ha espresso profondo rammarico per l’assenza dei sostenitori rossazzurri al “Vigorito”, sottolineando come il calore della gente di Catania sia un elemento fondamentale per la squadra: “Siamo molto dispiaciuti. Sappiamo quanto i nostri tifosi tengano a seguire il Catania ovunque e quanto il loro supporto sia una spinta incredibile per i ragazzi in campo”.
La difesa della tifoseria
Il numero uno del club ha voluto rimarcare il comportamento tenuto finora dalla tifoseria etnea, definendola un modello di passione. Pelligra ha evidenziato che i supporter rossazzurri hanno sempre dimostrato grande maturità, rispettando le regole e sostenendo la maglia con civiltà in ogni occasione. Per il presidente, vedere il settore ospiti chiuso è una ferita, poiché la presenza del pubblico catanese rappresenta un valore aggiunto per l’intero campionato di Serie C in termini di spettacolo e partecipazione.
L’appello alla squadra
Nonostante il divieto, il messaggio di Pelligra è chiaro: la squadra dovrà giocare anche per chi non potrà essere sugli spalti. L’obiettivo è trasformare questa delusione in energia positiva per affrontare una delle gare più difficili della stagione, mantenendo alta la bandiera del Catania.
Pellagra: “Presenteremo ricorso”
“Il Catania presenterà un ricorso urgente per evidenti ragioni sostanziali – ha annunciato il presidente del club – . La tempistica del provvedimento, che giunge due giorni dopo l’apertura della prevendita ed a poco più di 24 ore dal fischio d’inizio, rappresenta un’ulteriore penalizzazione nei confronti dei nostri sostenitori e quindi della nostra società. 1.369 persone si erano legittimamente organizzate per una trasferta infrasettimanale e una partita notturna, pianificando di conseguenza anche la vita familiare e lavorativa”.













