Nel 2026 il sistema scolastico italiano rappresenta una lente privilegiata per osservare le dinamiche del mercato del lavoro nazionale. I dati ufficiali sulle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS), pubblicati dal Ministero dell’Istruzione e rilanciati da fonti specializzate come Orizzonte Scuola, offrono un quadro numerico preciso: oltre 175.000 aspiranti docenti iscritti per la scuola primaria, con una forte concentrazione nelle regioni del Sud, in particolare Sicilia e Campania.
Questi numeri non rappresentano soltanto una fotografia del settore scolastico, ma si inseriscono in un contesto più ampio di trasformazione del lavoro pubblico, mobilità territoriale e squilibri occupazionali tra Nord e Sud Italia.
Le graduatorie provinciali per le supplenze 2026: i numeri ufficiali
Le GPS 2026 per la scuola primaria registrano oltre 175 mila iscritti su base nazionale, secondo i dati riportati da Orizzonte Scuola, elaborati a partire dalle comunicazioni ministeriali.
Un elemento chiave da attenzionare è la distribuzione geografica:
- Sicilia e Campania risultano tra le regioni con il maggior numero di iscritti;
- le province del Nord mostrano, in diversi casi, una minore densità di candidati rispetto ai posti disponibili;
- permane un forte squilibrio territoriale tra domanda e offerta di lavoro nel settore scuola.
Questo fenomeno è coerente con una dinamica strutturale: nelle regioni meridionali l’aspirazione al pubblico impiego resta elevata, mentre nel Nord Italia il sistema scolastico fatica talvolta a coprire le cattedre, specialmente in alcune classi di concorso.
Squilibri territoriali: sud sovraffollato, nord in affanno
La concentrazione di candidati in Sicilia e Campania evidenzia un doppio fenomeno:
Elevata pressione occupazionale nel Mezzogiorno
Le regioni meridionali presentano storicamente tassi di disoccupazione più alti rispetto al Nord. Il settore pubblico, e in particolare la scuola, rappresenta un bacino occupazionale percepito come relativamente stabile.
Difficoltà di reclutamento nel Nord
In molte province settentrionali si registrano carenze di insegnanti, soprattutto nelle discipline scientifiche e nel sostegno.
Il risultato è quindi una mobilità forzata: molti docenti meridionali si trasferiscono al Nord per ottenere incarichi annuali, con conseguenze sociali ed economiche significative, sia per i territori di partenza sia per quelli di arrivo.
Il precariato scolastico nel contesto del mercato del lavoro
L’elevato numero di iscritti alle GPS non coincide automaticamente con altrettanti posti disponibili. Il sistema scolastico italiano continua a essere caratterizzato da:
- ampia presenza di contratti a tempo determinato;
- turnover lento nel passaggio a ruoli a tempo indeterminato;
- frequenti aggiornamenti delle graduatorie.
Questa situazione si inserisce nel quadro generale del mercato del lavoro italiano 2026, caratterizzato da:
- una crescita dell’occupazione negli ultimi anni ma con forte segmentazione contrattuale;
- aumento dei contratti a termine in alcuni comparti;
- persistente divario occupazionale territoriale.
La scuola, dunque, diventa un microcosmo delle dinamiche nazionali: stabilità relativa, ma accesso competitivo e fortemente regolato.
Demografia scolastica e prospettive occupazionali
Un elemento strutturale che influenza il mercato del lavoro scolastico è il calo demografico: Come evidenziato dai dati elaborati da Worldometer (basati su stime ONU 2024), l’Italia nel 2026 conta circa 58,9 milioni di abitanti, con un tasso di crescita negativo.
Il calo delle nascite comporta una progressiva riduzione della popolazione in età scolare, con possibili conseguenze:
- riduzione del numero di classi nel medio-lungo periodo;
- accorpamenti di istituti scolastici;
- contrazione potenziale del fabbisogno di docenti in alcune aree.
Tuttavia, nel breve periodo il sistema continua a registrare un alto numero di supplenze per via di:
- pensionamenti;
- necessità di sostegno;
- copertura di posti vacanti.
- Il paradosso è evidente: meno bambini nel lungo periodo, ma ancora elevata domanda di supplenti nel breve termine.
Il caso della Sicilia: pressione occupazionale e migrazione professionale
La Sicilia emerge nei dati 2026 come una delle regioni con il più alto numero di aspiranti docenti nelle GPS. Questo dato si inserisce in un contesto regionale caratterizzato da:
- minore tasso di occupazione rispetto alla media nazionale;
- forte orientamento verso il pubblico impiego;
- migrazione giovanile verso il Centro-Nord.
Molti candidati siciliani ottengono incarichi fuori regione, generando:
- flussi migratori interni qualificati;
- impatto economico sulle famiglie;
- temporaneo impoverimento di capitale umano locale.
Il settore scuola, quindi, diventa anche un indicatore della mobilità interna italiana.
Implicazioni economiche e sociali
Le dinamiche delle GPS 2026 permettono alcune riflessioni strutturali:
Sul piano economico
L’elevata competizione per l’accesso alla scuola pubblica indica:
- attrattività del lavoro stabile;
- percezione di sicurezza del settore pubblico;
- limitate alternative occupazionali in alcune aree.
Sul piano territoriale
Persistono divari Nord-Sud:
- surplus di candidati nel Mezzogiorno;
- carenza di docenti in alcune province del Nord.
Questi fenomeni sono il riflesso ultimo di squilibri territoriali del mercato lavorativo, persistente attrattività del settore pubblico ed effetti indiretti del declino demografico.







