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Discariche al collasso in Sicilia: 433 mila tonnellate di rifiuti italiani vanno all’Estero

rifiuti sicilia
Emergenza rifiuti in Sicilia: a che punto siamo con le tecniche di smaltimento avanzate? Perché tonnellate di rifiuti vengono smaltiti all'Estero? La redazione di LiveUnict ha analizzato la situazione in Sicilia e in Italia.

Negli ultimi giorni, in Sicilia, a Catania, è scoppiata una vera e propria emergenza riguardante la spazzatura. Infatti, attualmente la città di Catania è invasa dai rifiuti. In periferia e in centro, i cassonetti sono sommersi da sacchetti e l’aria diventa irrespirabile, e il caldo che sta ritornando non aiuta a gestire la situazione.

Come siamo arrivati a questo punto?

Il problema di tale situazione riguarda la discarica in cui vengono portati i rifiuti raccolti a Catania. La discarica coinvolta è quella di Lentini, che attualmente risulta piena e non è in grado di accogliere altri rifiuti indifferenziati. Tuttavia, nei giorni scorsi, la discarica di Lentini, l’unica della Sicilia orientale, ha mandato indietro i rifiuti poiché era piena. Tuttavia, tale discarica, autorizza solamente 600 tonnellate di rifiuti al giorno facendo riferimento alle provincie di Messina, Catania e Siracusa.

Ai margini delle strade vi è una presenza eccessiva di spazzatura e di sacchetti di indifferenziata e la Regione Sicilia, a tal proposito, ha emanato un’ordinanza per permettere lo sfruttamento di altre discariche per smaltire i rifiuti in eccesso. Le discariche coinvolte sono quelle di Motta Sant’Anastasia, Gela e Siculana.

Il Sindaco Pogliese, negli ultimi giorni, ha rilasciato alcune dichiarazioni riguardanti la raccolta differenziata porta a porta. Infatti,  il Sindaco di Catania ha annunciato che dal 1° novembre vi sarà la raccolta porta a porta in tutta la città di Catania, cosa che fino ad oggi ha interessato soltanto alcune zone della città.

Emergenza rifiuti in Sicilia e termovalorizzatori

L’emergenza rifiuti in Sicilia, nei mesi scorsi, ha interessato anche il comune di Palermo. Tuttavia, i quartieri erano invasi di sacchetti contenenti rifiuti, causando gravi problemi igienico-sanitari, dovuti anche al caldo pesante che ha invaso la Sicilia i primi di agosto.

Questo poiché le discariche erano piene e in Sicilia i metodi per smaltire i rifiuti, purtroppo, sono arretrati rispetto al Nord o al resto dell’Europa.

In Sicilia, nel passato giugno 2021, era stato pubblicato un avviso per la costruzione di due termovalorizzatori per il recupero energetico dei rifiuti non pericolosi. Tuttavia, i due impianti dovevano essere costruiti in Sicilia occidentale e in Sicilia orientale. Ad oggi, non vi sono notizie riguardanti il progetto.

433 mila tonnellate di rifiuti vanno all’Estero

In dieci anni la raccolta differenziata in Italia è raddoppiata. Secondo il “Rapporto Rifiuti urbani” redatto dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), presentato a Roma, si è passati dal 28,5% del 2006 al 52,5% del 2016.

Nel Nord circa 9,1 milioni di tonnellate di rifiuti sono state gestite sulla base di questa modalità, contro le 3,5 milioni di tonnellate del Sud e le 3,2 del Centro. Il che, tradotto in percentuale, significa che la raccolta differenziata è al 64,2% nelle regioni settentrionali, al 48,6% per quelle del Centro e al 37,6% per le regioni del Mezzogiorno. Rimane il fatto che oltre 433 mila tonnellate di rifiuti urbani vengono mandate all’estero, soprattutto in Austria e Ungheria.

Come funzionano gli inceneritori in Italia

In Italia l’incenerimento dei rifiuti è una modalità di smaltimento minoritaria, ma nella media dei paesi europei. Nel corso degli anni la percentuale dei rifiuti urbani inviati ad incenerimento è aumentata passando dal 2,5 milioni di tonnellate (2001) a 5,5 milioni di tonnellate (2012): la maggior parte (circa il 70%) dei rifiuti italiani viene incenerita in impianti del Nord.

A Brescia, in prossimità della città, c’è uno degli inceneritori più grandi d’Europa (circa 750 000 tonnellate l’anno: il triplo di quello di Vienna) che soddisfa da solo circa un terzo del fabbisogno di calore della città.

L’inceneritore di Brescia, nonostante sia stato coinvolto in due violazioni di direttive europee, delle quali una a livello nazionale riguardante il CIP 6, sfociate anche in una condanna da parte dell’Unione Europea, nell’ottobre 2006 è stato proclamato “migliore impianto del mondo” dal WTERT (Waste-to-Energy Research and Technology Council), un’associazione formata da tecnici, scienziati ed industrie di tutto il mondo.

 

 

 

A proposito dell'autore

Noemi Costanzo

Nasce a Ragusa il 29 ottobre 1996, è attualmente laureanda in lingue e culture europee. Ha vissuto in Francia, innamorata della lingua francese, di Parigi e del pain au chocolat. Appassionata di slow travel, ama immergersi nelle culture del mondo, esplorando nuovi posti e conoscendo nuove persone. Sogna una vita in America e una carriera nel giornalismo.
Collabora con la Redazione di LiveUnict da Settembre 2020.