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Vaccini, confermata la terza dose: si parte con le categorie “fragili”

vaccinazione
Confermata la terza dose del vaccino contro il Covid anche in Italia: lo ha comunicato il ministro Roberto Speranza. Ecco i dettagli su come si procederà.

Si è tenuta a Roma una conferenza che raccoglieva tutti i paesi del G20 con l’obiettivo di rafforzare i sistemi nazionali. Anche il Ministro della Salute italiano, Roberto Speranza, ha sottolineato l’importanza di investire sui sistemi sanitari. Ma Speranza ha dato anche informazioni importanti sui vaccini in Italia.

Vaccini: confermata la terza dose

Il ministro della salute ha detto che in Italia ci sarà la terza dose. Si partirà già da settembre con i soggetti deboli, in particolare i pazienti oncologici e trapiantati. Successivamente, si procederà con gli over80, personale sanitario e residenti Rsa.

Roberto Speranza ha mostrato grande ammirazione per i giovani che si sono vaccinati, “I giovani si stanno vaccinando più delle altre generazioni e questo è un messaggio molto bello”. Si proverà ad espandere la campagna vaccinale tramite l’uso del green pass ed ad altre misure.

Green Pass nei luoghi di lavoro

Anche Carlo Bonomi di Confindustria si è mostrato favorevole all’estensione del green pass anche nei luoghi di lavoro. Per quanto riguarda i tamponi, ha dichiarato: “Sul costo dei tamponi sappiamo che giovedì c’è la cabina di regia del governo laddove si dovesse decidere, come noi auspichiamo, l’obbligo del green pass all’interno dei luoghi di lavoro e le parti sociali trovassero un accordo su questo, credo che il governo potrebbe pensare di fare un’operazione di utilità sociale e quindi di potersi far carico del costo dei tamponi, che sicuramente non può essere a carico delle imprese”. 

Speranza ha, infine, annunciato che i Paesi che fanno parte del G20 avranno il compito di portare i vaccini anche ai paesi più deboli, “tramite Covax e vogliamo costruire  le condizioni perche’ la produzione sia portata anche in paesi diversi per rendere altre aree del mondo capaci di produrre. Questo significa condividere processi per avere un più alto tasso di autonomia”.

Università di Catania