News

Green Pass, da agosto possibile stretta sui ristoranti: le novità

pass vaccinale
Immagine di repertorio.
Green Pass al centro del dibattito italiano. Nuovi margini per evitare cambi di colore delle Regioni e sperare in un'Italia bianca almeno fino a metà mese

Il Green Pass diventa l’argomento sempre più centrale nell’attuale dibattito italiano. Si attendono a breve le convocazioni per le riunioni del Cts e della cabina di regia con il presidente Draghi con l’obiettivo il varo di un nuovo decreto anti Covid.

Green Pass: nuovi margini di apertura

Il Green Pass allargato, che ormai prevede il ciclo completo di vaccinazione e non si limita più ad una sola dose, dovrebbe essere attivato i primi giorni del mese di agosto. Il crescente numero dei casi giornalieri, soprattutto in alcune regioni, e la diffusione della variante Delta portano a pensare alla necessità di una stretta su alcune attività, in modo da evitare cambi di colore delle Regioni e sperare in un’Italia bianca almeno fino a metà mese.

Si discuterà, infatti, su quali siano siano i margini di apertura e di chiusura. Il certificato verde, infatti, potrebbe essere obbligatorio anche per i ristoranti al chiuso, ma qui ci sarà da tirare fuori le unghie.

Aumentano i casi in Sicilia: nuova ordinanza di Musumeci

Sono 3200 i casi totali registrati in Italia nella giornata di ieri, con un tasso di positività che si attesta all’1,9%. Diminuiscono le terapie intensive e si registrano solo 3 morti, ai livelli tra i più bassi dell’anno.

Spiccano i 404 positivi in Sicilia che, così come la Sardegna, ha annunciato e varato una nuova ordinanza, firmata dal presidente Nello Musumeci, per consentire un controllo maggiore dei turisti in arrivo.

Si parla infatti di tampone obbligatorio all’arrivo per i turisti provenienti da Spagna e Portogallo. L’obbligo di quarantena di 5 giorni per chi arriva dall’estero, invece, sarà valutato nei prossimi giorni.

Campagna vaccinale: rallentano le prime dosi

Il totale dei vaccini effettuati nel corso della scorsa settimana dà un’impressione di rallentamento legato alle prime dosi. A fronte de 4 milioni di somministrazioni a settimana legate alle seconde dosi, si parla di solo 553 mila prime dosi di vaccino.  Rimangono circa 4,6 milioni di dosi, di cui la metà sono di Pfizer e Moderna.