Catania

Lava, cenere e forti boati, Behncke: “L’Etna non è una minaccia”

Credit: Boris Behncke
L'Etna dà ancora spettacolo con fiumi di lava e cenere sparsa fino a Catania. Chiuso temporaneamente lo scalo aeroportuale Fontanarossa

Prosegue l’attività parossistica dell’Etna. Un grande spettacolo di lava ha continuato a fare da sfondo alla serata catanese di ieri. Si tratta dell’ennesimo episodio eruttivo, che ha preso il via a partire dallo scorso 16 febbraio, lasciando i cittadini con uno stato d’animo misto tra lo stupore e la paura di possibili ripercussioni.

Questa volta, dalle 23 circa di ieri, l’eruzione ha interessato il cratere sud-Est attraverso trabocchi e fontane di lava e una enorme nube di cenere che ha toccato un’altezza intorno ai 6 km e che ha raggiunto anche la città di Catania.

Secondo quanto riportato dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia etneo appaiono dall’Etna due diverse colate laviche e l’attività esplosiva continua nel cratere sud-Est.

Il vulcanologo Boris Behncke, nel frattempo, ha rassicurato: “L’Etna è un vulcano attivo. I vulcani attivi eruttano, e quando eruttano, fanno rumore. Tutto qui. Non è mica da ora che sappiamo che l’Etna è un vulcano attivo, o sbaglio? Del resto, questa attività non minaccia né le nostre vite né ciò che possediamo. E dobbiamo finalmente imparare che questo materiale, la cenere e i lapilli, è risorsa, non spazzatura”.

Chiuso l’Aeroporto Fontanarossa di Catania

L’intensa attività parossistica ha, purtroppo, causato anche la chiusura di una parte dell’aeroporto Fontanarossa, che si trova interdetto per la grande quantità di cenere che si è riversata sulla pista e non consente il regolare utilizzo della piattaforma di volo. Sono, dunque, state temporaneamente interrotte le procedure di decollo e atterraggio.

Sono in corso le opere di pulizia dell’area, per fare in modo di riportare alla normalità le attività aeroportuali.

 

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