Scuola

Riapertura scuola, Azzolina: “La DaD non può più funzionare”

lucia azzolina mascherina
Ripartono oggi le lezioni in presenza alle superiori, ma soltanto per tre regioni. Le ultime dichiarazioni della ministra Lucia Azzolina in merito a riaperture, contagi e DaD.

La riapertura delle scuole, voluta dal Ministero dell’Istruzione per oggi, vedrà gli studenti delle superiori di sole tre regioni ritornare in classe. A parte Toscana, Abruzzo e Valle d’Aosta, che hanno fatto ripartire la didattica in presenza, le altre  regioni hanno preferito far slittare le date del rientro tra il 18 gennaio e l’1 febbraio. Nel frattempo, in tutta Italia, si attendono proteste e flash mob di studenti e docenti che chiedono la riapertura delle scuole.

“È difficile per gli studenti comprendere perché non rientrano a scuola, capisco le loro frustrazione: la scuola è un diritto costituzionale – ha commentato la ministra Lucia Azzolina se a me avessero tolto la scuola non sarei probabilmente qui. Nelle regioni a fascia gialla tutto è aperto tranne la scuola superiore e questo creerà profonde cicatrici, i ragazzi hanno bisogno di sfogare la loro socialità. Si fa l’errore di credere che la scuola non produca incassi: se io chiudo un negozio so purtroppo quanto ho perso, sulla scuola questo discorso non si fa ma i costi sono altissimi. Sono molto preoccupata, oggi la DaD non può più funzionare, c’è un black out della socialità, i ragazzi sono arrabbiati, disorientati ed sono preoccupata per il deflagrare della dispersione scolastica”.

Il rischio zero non esiste, ma non esiste in alcun ambito – ha aggiunto – . All’interno delle scuole il rischio è molto basso e lo testimoniano gli studi italiani ed europei. La scuola si è organizzata molto bene. Io ho fatto tutto quello che potevo fare, chiedo a tutti di trattare la scuola non in modo diverso di come si trattano le attività produttive”.

Da parte mia non vuole esserci polemica con le Regioni. Ma bisogna dire quelli che sono i fatti: volevamo riaprire le scuole il 9 dicembre, qualcuno ci disse no, ma le attività produttive sono partite. Il 23 dicembre si è stipulata un’intesa all’unanimità con le Regioni che hanno garantito che al 50% le scuole superiori sarebbero rientrate. È partito un lavoro immane nei tavoli con i prefetti e sono stati previsti molti bus in più. A inizio gennaio molti presidenti di Regione hanno detto che erano addirittura pronti a far rientrare il 75% dei ragazzi in aula. Ci sono regioni che hanno lavorato bene come la Toscana, noi al ministero abbiamo monitorato tutto, abbiamo fatto informative; il lavoro fatto dai dirigenti scolastici è stato encomiabile. È difficile per gli studenti comprendere perché oggi non si riapre: hanno ragione, capisco le loro frustrazioni, la scuola è un diritto costituzionale se a me avessero tolto la scuola non sarei probabilmente qui”. 

Il Ministero dell’Istruzione sta intanto lavorando al nodo maturità 2021. “Abbiamo chiesto agli studenti – ha dichiarato ancora l’Azzolina- di farci delle proposte: lo scorso anno ci hanno presentato proposte ragionevoli; una decisione la prenderemo a breve, i ragazzi a causa dell’incertezza assoluta per le date che slittano come la tela di Penelope, hanno bisogno di avere certezze che il ministero deve dare”. 

Capisco i ragazzi: il diritto all’istruzione è essenziale, sarei anch’io arrabbiata – rimarca ancora la ministra- . Io ho il dovere di dire loro che il governo ha fatto tutto quello che doveva per il rientro a scuola. A maggio 2020 i medici mi scrivevano per chiedere di lasciare chiusa la scuola e così è stato, oggi ricevo lettere di tanti medici che mi chiedono di aprire le scuole: vedono le difficoltà dei loro figli. Ieri sera ho ricevuto la lettera di un anestesista”.

In merito al concorso straordinario, la ministra Azzolina ha rassicurato circa il fatto che riprenderà.

“Il 75% delle prove è stato svolto, i commissari potranno iniziare a correggere le prove già svolte, al più presto termineremo le prove di quel concorso, mancano 4 giorni per finire – ha annunciato – . Poi partirà il concorso ordinario”.

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