Catania

Coronavirus Catania: potenziate le cure in casa per i malati

Cure domiciliari Coronavirus
L'amministrazione comunale lancia una campagna per le terapie domiciliari per i malati Covid. L'obiettivo è quello di ridurre la pressione sugli ospedali.

Arriva un nuovo step nella lotta al Coronavirus a Catania. L’amministrazione comunale lancia infatti una campagna per favorire le cure domestiche della malattia e ridurre così la pressione sulle aziende ospedaliere etnee. Allo stesso tempo, verrà lanciata una campagna di sensibilizzazione rivolta alla popolazione, al fine di stimolare il corretto uso delle bombole d’ossigeno e la pronta restituzione alle farmacie. Questi gli obiettivi che la IV Commissione consiliare Sanità, presieduta da Sara Pettinato, intende perseguire al fianco di Federfarma e dell’Ordine dei Farmacisti.

L’iniziativa è stata discussa nell’ambito di una seduta della Commissione che ha ospitato Giovanni Puglisi, presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Catania, Salvatore Buda, vice presidente di Federfarma Catania, e la farmacista Marilena De Gaetani.

Dall’incontro è emersa la necessità di un appello ai cittadini affinché, in questa nuova fase di emergenza sanitaria, per la Sicilia più complessa e difficile, tutti comprendano l’importanza di seguire correttamente le norme anti-contagio. E affinché, inoltre, riguardo alle cure domiciliari, ci sia una gestione corretta delle bombole di ossigeno, che vanno tenute in casa solo se effettivamente necessario.

“Questa importante campagna – ha evidenziato Sara Pettinato – passa anche, inevitabilmente, attraverso un duplice appello. Ai cittadini, affinché consentano il turn over delle bombole di ossigeno restituendo quelle inutilizzate e vuote alle farmacie per la sanitizzazione e il nuovo riempimento. E alle autorità politiche, perché velocizzino le tempistiche di autorizzazione all’utilizzo dell’ossigeno liquido in alternativa e in aggiunta all’ossigeno gassoso”.

“L’Assessorato regionale alla Sanità, in merito all’ossigeno liquido, è già stato allertato – ha detto Puglisi -. La carenza comunque non sta nell’ossigeno in sé, ma nella disponibilità delle bombole, per questo chiediamo la massima collaborazione dei cittadini nella celere restituzione alle farmacie per venire incontro alle esigenze dei malati di Covid ma anche di altre patologie polmonari”.

“Il provvedimento regionale dovrebbe essere alla firma – ha aggiornato sulla situazione Buda – l’indubbio vantaggio dell’ossigeno liquido a parità di sicurezza e modalità di utilizzo dell’ossigeno gassoso, sta nelle maggiori quantità nei contenitori che sono disponibili. Se una bombola contiene 3000 litri, che a un malato di Covid può bastare per un giorno, per l’ossigeno liquido si può arrivare a 25 mila litri, e garantire così l’utilizzo per una settimana. Mi preme però sottolineare che se non si fermeranno i contagi, con il rispetto scrupoloso delle norme anti-Covid, le bombole o i contenitori non basteranno mai”.