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Più medici per Catania, Palermo e Messina: nasce una “cintura di protezione”

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La Regione Siciliana crea una cintura di protezione attorno a Catania, Palermo e Messina, aumentando il numero di Usca fino allo standard di 1 ogni 25 mila abitanti.

Il Coronavirus si diffonde soprattutto nelle aree più densamente abitate, complice la maggiore circolazione e quindi le difficoltà di mantenere le distanze adeguate. Non è un caso se nelle ultime 24 ore oltre la metà dei nuovi contagi in Sicilia si sono verificati nelle province di Catania e Palermo, con numeri inferiori ai 30 casi nelle altre. Per questo, la Regione Siciliana attiverà una “cintura di protezione” nelle aree metropolitane di Catania, Palermo e Messina, con un numero di Usca pari a una ogni 25 mila abitanti.

Si tratta di un vero e proprio esercito di camici bianchi per contrastare la diffusione del Coronavirus nel territorio delle Aree metropolitane. Con una propria ordinanza, il presidente della Regione Nello Musumeci ha infatti autorizzato le tre Aziende sanitarie provinciali, competenti per territorio, a implementare il numero delle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca) già istituite, fino al raggiungimento dello standard di una Unità ogni venticinquemila abitanti.

Le Asp potranno fare ricorso al nuovo personale sanitario attingendo anche dagli elenchi che si stanno formando attraverso il bando predisposto dal Policlinico di Messina per l’avvio della campagna regionale di screening epidemiologico. Va ricordato che l’avviso, pubblicato sul sito dell’Azienda ospedaliero-universitaria messinese e che ha già visto l’adesione di oltre tremila professionisti, scade martedì prossimo.

Tra le misure contenute nella nuova ordinanza del governatore anche l’istituzione, in tutta la Sicilia, delle “Unità speciale di continuità assistenziale di pronto intervento” che opereranno h.24 per prestare immediata e urgente assistenza.

Nell’ambito del mondo della scuola, invece, è confermata la figura delle Usca scolastiche prenderanno in carico i casi sospetti da Covid-19 relativi a personale docente, personale amministrativo, tecnico e ausiliario e studenti degli istituti e scuole di istruzione primaria e secondaria, delle istituzioni educative e degli istituti e scuole speciali statali.

Le nuove Usca, per la loro funzione di pronto intervento, potranno avvalersi dei mezzi e delle strumentazioni della Seus e di quelli delle organizzazioni di volontariato che si svolgono servizio di emergenza-urgenza in affiancamento e integrazione al sistema sanitario regionale.